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Fisco: ecco l’identikit dei 200.000 evasori totali scovati nel 2026

di Anna Fabi

6 Febbraio 2026 10:13

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Analisi dei dati dell'Agenzia delle Entrate sull'evasione totale: chi sono i 200.000 contribuenti scovati tra omessa dichiarazione e soggetti sconosciuti al Fisco.

L’Agenzia delle Entrate ha individuato migliaia di evasori totali tra imprese e persone fisiche, delineando una mappa precisa del sommerso in Italia. I dati forniti dal Direttore Ernesto Maria Carbone evidenziano una divisione netta tra chi omette gli adempimenti e chi risulta completamente invisibile all’Amministrazione finanziaria.

Mappa del sommerso tra società e persone fisiche

L’operazione ha permesso di intercettare 200.000 soggetti che operavano fuori dai radar del Fisco. Il 57% di questi, pari a 116.000 unità, pur essendo noto all’Anagrafe Tributaria non ha presentato la dichiarazione dei redditi. Il restante 43%, ovvero 86.000 contribuenti, era invece del tutto sconosciuto all’AdE.

Analizzando l’identikit dei soggettifantasma“, emerge che 49.000 sono persone fisiche (57%) mentre 37.000 sono entità non fisiche, riconducibili a società o enti (43%). Questi numeri confermano la persistenza di un’economia sommersa che riguarda trasversalmente sia il mondo professionale sia quello societario.

Controllo umano senza automazione dell’IA generativa

Nonostante il dibattito sulla digitalizzazione dei processi, l’Agenzia delle Entrate ha confermato una linea di prudenza tecnologica. Il Direttore Carbone ha escluso il ricorso massiccio a sistemi di intelligenza artificiale generativa per la gestione dei controlli fiscali. Non esiste alcun automatismo nelle procedure di accertamento ma una gestione diretta mirata a evitare errori di valutazione algoritmica.

L’amministrazione finanziaria intende mantenere il controllo umano sulle fasi istruttorie, garantendo che ogni posizione fiscale venga analizzata senza l’intermediazione di software decisionali autonomi. Questa scelta punta a preservare la compliance e il rapporto di collaborazione tra Stato e contribuente.

Obiettivo collaborazione con milioni di lettere di avviso

La strategia per il 2026 non si limita alla repressione ma punta con decisione sulla prevenzione proprio attraverso la compliance. L’Agenzia si prepara a inviare oltre 2,4 milioni di lettere di avviso, concepite come un promemoria per invitare i contribuenti a regolarizzare spontaneamente la propria posizione.

Lo strumento della compliance serve a ridurre il contenzioso e a incentivare l’emersione del gettito attraverso il dialogo preventivo. L’invio massiccio di queste comunicazioni rappresenta la principale direttrice per l’anno in corso, confermando la volontà di passare da un modello punitivo a uno basato sulla trasparenza reciproca.