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Giro di vite sui concorsi pubblici: nuove regole “taglia idonei” dal 2026

di Teresa Barone

22 Dicembre 2025 12:16

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Si accorciano le graduatorie di idonei dei concorsi pubblici: dal 2026 si limita la possibilità di attingere alle liste di scorrimento.

Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore una nuova norma relativa ai concorsi pubblici, che avranno graduatorie limitate in modo da evitare procedure di scorrimento infinite e conseguenti accumuli di candidati idonei. Secondo la norma “taglia idonei” prevista dal Dl 44/2023, viene limitato l’utilizzo delle graduatorie esito dei concorsi pubblici, creando elenchi non eccessivamente lunghi che potrebbero creare false aspettative anche nei candidati che hanno superato le prove selettive, pur non accedendo al posto di lavoro nell’immediato.

Gli idonei non vincitori, stando alle nuove regole, potranno essere al massimo il 20% dei posti messi a bando: questo limite si applica tenendo in considerazione la data di pubblicazione del bando e non la data di approvazione della graduatoria.

Concorsi pubblici, come cambia la gestione delle graduatorie

Nei concorsi pubblici cambia una delle regole più discusse degli ultimi anni: la gestione delle graduatorie. Con la cosiddetta norma “taglia idonei”, il legislatore interviene per limitare il numero di candidati considerati idonei e ridurre lo scorrimento automatico delle graduatorie, una prassi che aveva di fatto ampliato l’accesso alla Pubblica amministrazione anche oltre i posti messi a bando.

L’obiettivo dichiarato è rendere le procedure più rapide, selettive e coerenti con il fabbisogno reale degli enti, ma l’impatto per chi partecipa ai concorsi è tutt’altro che marginale.

Cosa prevede la norma “taglia idonei”

La nuova disciplina stabilisce che, nei concorsi pubblici, il numero degli idonei non vincitori venga fortemente limitato rispetto al passato. In particolare, gli idonei saranno individuati entro una soglia numerica più ristretta e lo scorrimento oltre i posti messi a concorso diventa un’eccezione e non più la regola.

In questo modo si intende evitare che graduatorie molto lunghe restino attive per anni, alimentando aspettative di assunzione spesso disattese.

Cosa cambia per chi partecipa ai concorsi

Essere idonei non equivarrà più, automaticamente, a rientrare in una “lista di attesa” utilizzabile nel tempo da più amministrazioni. In concreto aumenta il peso del posizionamento finale in graduatoria, si riducono le possibilità di assunzione differita nel tempo e diventa meno probabile l’utilizzo della graduatoria da parte di altri enti.

Il concorso torna quindi a essere maggiormente legato ai posti effettivamente disponibili al momento del bando.

Perché si è intervenuti sulle graduatorie

Negli ultimi anni, il ricorso esteso allo scorrimento delle graduatorie aveva prodotto effetti distorsivi. In molti casi:

  • le amministrazioni hanno assunto personale senza bandire nuovi concorsi;
  • le graduatorie sono rimaste aperte per lunghi periodi;
  • si è creato un sistema parallelo di accesso alla PA non sempre allineato alle competenze richieste.

La norma “taglia idonei” punta a riallineare il reclutamento pubblico ai principi di programmazione e selezione mirata.

Le criticità segnalate

Non mancano le critiche. Secondo alcune osservazioni, la riduzione drastica degli idonei potrebbe:

  • limitare le opportunità per candidati comunque qualificati;
  • costringere le amministrazioni a bandire più concorsi in tempi ravvicinati;
  • aumentare il contenzioso da parte degli esclusi dalle graduatorie ristrette.

Il bilanciamento tra efficienza amministrativa e tutela delle aspettative dei candidati resta uno dei nodi più delicati.

Quando si applica e a quali concorsi

La norma si applica ai nuovi concorsi pubblici banditi dopo l’entrata in vigore della disciplina. Le graduatorie già approvate continuano invece a essere regolate dalle norme previgenti, salvo disposizioni specifiche dei singoli bandi. Il meccanismo “taglia idonei” non si applicherà neppure:

  • ai concorsi per assunzioni con contratti a tempo determinato;
  • alle selezioni promosse da Regioni, Province, Comuni, Enti locali e società partecipate, se il numero dei posti sarà inferiore a 20 unità;
  • ai concorsi dei Comuni con una popolazione sotto i 3mila abitanti;
  • ai concorsi nel settore sanitario e sociosanitario, nella Polizia e Forze armate, nel comparto educativo e scolastico, universitario, della ricerca e personale assimilato.

Per chi si prepara a partecipare a un concorso, diventa quindi fondamentale leggere con attenzione il bando e verificare numero di posti, limiti agli idonei e durata della graduatoria.