Stabilimenti balneari, classifica e listino prezzi per Regione: ombrellone e lettini sempre più cari

di Anna Fabi

29 Maggio 2026 07:35

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Prezzi degli stabilimenti balneari in aumento del 6% nel 2026 e del 24% in cinque anni: Alassio, Gallipoli e Alghero tra le località più care.

Ombrellone e lettini costano di più. Nell’estate 2026 i prezzi degli stabilimenti balneari aumentano in media del 6% rispetto allo scorso anno e del 24% in cinque anni, con rincari fino al 16% nelle località più esposte. L’indagine Altroconsumo sul listino prezzi di 222 stabilimenti in 10 località italiane incorona Alassio meta più cara e Lignano quella più economica. E rinunciare alla prima fila può far risparmiare decine di euro.

Prezzo degli stabilimenti balneari nel 2026

La nuova indagine sui prezzi degli stabilimenti balneari prende in esame le tariffe applicate nella prima settimana di agosto per un ombrellone e due lettini nelle prime quattro file. Il campione comprende 222 stabilimenti distribuiti in 10 località: Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, Anzio.

Il rincaro medio rispetto al 2025 è pari al 6%, mentre negli ultimi cinque anni la spesa è aumentata del 24%. In alcune località il rialzo è molto più marcato: Taormina e Giardini Naxos arrivano al +16%, Alghero al +14% e Gallipoli al +10%.

Quanto costa una settimana con ombrellone e lettini

Per la prima settimana di agosto, il prezzo medio nazionale cambia in base alla posizione dell’ombrellone. La prima fila costa in media 238 euro a settimana, la seconda 229 euro, la terza 219 euro e dalla quarta fila in poi si scende a 210 euro.

Posizione in spiaggia Prezzo medio settimanale
Prima fila 238 euro
Seconda fila 229 euro
Terza fila 219 euro
Dalla quarta fila in poi 210 euro

La differenza tra prima fila e file successive non è l’unico elemento da valutare. A incidere sul prezzo finale sono anche località, servizi inclusi, ampiezza dello stabilimento, distanza dal mare e periodo scelto.

Alassio è la località più cara

La località più costosa dell’indagine è Alassio: una settimana con ombrellone e due lettini in prima fila costa in media 368 euro. Considerando la media delle prime quattro file, la spesa resta la più alta del campione, con 340 euro.

Seguono Gallipoli, con una media di 324 euro sulle prime quattro file, e Alghero, con 274 euro. All’estremo opposto, Lignano è la località meno cara tra quelle monitorate, con 164 euro in prima fila. Rimini e Senigallia restano sotto i 160 euro come media delle prime quattro file.

Località Prezzo indicativo
Alassio 368 euro in prima fila, 340 euro come media delle prime quattro file
Gallipoli 324 euro come media delle prime quattro file
Alghero 274 euro come media delle prime quattro file
Lignano 164 euro in prima fila
Rimini e Senigallia sotto 160 euro come media delle prime quattro file

Rincari maggiori al Sud

I rincari maggiori si concentrano in alcune località del Sud e delle isole. Taormina e Giardini Naxos registrano l’aumento più alto, pari al 16%. Alghero cresce del 14% e Gallipoli del 10%.

In altri casi gli aumenti risultano più contenuti, tra il 2% e il 7%. Il dato conferma una tendenza ormai stabile: il posto in spiaggia cresce più dell’inflazione e pesa sempre di più sul costo complessivo delle vacanze al mare.

I rincari annui sui listini

Il vecchio monitoraggio IRCAF sul 2025 aveva rilevato un costo medio nazionale di 25,80 euro per una giornata festiva con un ombrellone e due lettini in terza fila, e 170,70 euro per il pacchetto settimanale. Il rincaro medio era pari al 4,47% sul giornaliero e al 6,41% sugli abbonamenti settimanali.

La nuova indagine 2026 cambia base di confronto, perché guarda alla prima settimana di agosto e distingue il costo delle prime quattro file. Il segnale resta lo stesso: il pacchetto spiaggia continua a salire, con aumenti più visibili sulle formule settimanali e nelle località turistiche con maggiore domanda.

Spiagge libere e concessioni balneari

Il caro spiaggia riporta al centro anche il tema delle concessioni balneari e della disponibilità di spiagge libere. La battigia resta pubblica, ma in molte località la quota di arenile attrezzato limita le alternative gratuite o a basso costo.

Secondo l’indagine, il 37% degli italiani preferisce una spiaggia attrezzata, stabilimento o libera a pagamento, mentre il 35% sceglie la spiaggia libera. Tra chi va nello stabilimento pesa soprattutto la comodità dell’attrezzatura; tra chi sceglie la spiaggia libera prevalgono gratuità e libertà di cambiare destinazione.

Come contenere la spesa allo stabilimento

Il primo margine di risparmio riguarda la posizione: passare dalla prima fila alle file successive riduce il costo medio settimanale. La seconda variabile è la località, perché tra le mete più care e quelle più economiche la differenza può avvicinarsi a 200 euro sulla stessa settimana.

Per contenere la spesa conviene confrontare più stabilimenti nella stessa zona, verificare cosa include il prezzo, controllare eventuali supplementi per cabine, docce, parcheggi o persone aggiuntive e valutare le spiagge libere attrezzate dove presenti.