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Detrazioni spese universitarie non statali nel 730/2026, i nuovi importi

di Noemi Ricci

8 Aprile 2026 08:35

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Nuovi importi massimi per la detrazione IRPEF del 19% sulle tasse universitarie degli atenei privati nel 730/2026. Decreto MUR in GU, tabelle e regole.

Il decreto del MUR del 30 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026, ha fissato i nuovi importi massimi detraibili per le tasse e i contributi di iscrizione alle università non statali relativi al periodo d’imposta 2025. Gli importi, da utilizzare nel modello 730/2026, cambiano rispetto all’anno precedente: il massimale per l’area sanitaria sale, quello per l’area medica scende, mentre l’area umanistico-sociale viene rimodulata. Resta invariata l’area scientifico-tecnologica.

Importi massimi per i corsi di laurea degli atenei privati

La detrazione IRPEF del 19% sulle spese universitarie degli atenei non statali si applica entro i limiti stabiliti dal decreto, distinti per area disciplinare e zona geografica in cui ha sede l’ateneo (non rileva la residenza dello studente). I massimali per i corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico sono i seguenti:

  • area medica, Nord 3.600 euro, Centro 2.900 euro, Sud e isole 2.650 euro;
  • area sanitaria, Nord 4.100 euro, Centro 3.100 euro, Sud e isole 3.050 euro;
  • area scientifico-tecnologica, Nord 3.700 euro, Centro 2.900 euro, Sud e isole 2.600 euro;
  • area umanistico-sociale, Nord 3.200 euro, Centro 2.750 euro, Sud e isole 2.550 euro.

L’allegato 1 al decreto riporta le classi di laurea afferenti a ciascuna area disciplinare. Le zone geografiche sono così suddivise: Nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna), Centro (Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio), Sud e isole (Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna).

Importi massimi per i corsi post-laurea

Il decreto fissa massimali distinti anche per le spese sostenute per la frequenza di dottorati, corsi di specializzazione e master universitari di primo e secondo livello. In questo caso il limite dipende solo dalla zona geografica:

  • Nord 4.100 euro;
  • Centro 3.100 euro;
  • Sud e isole 3.050 euro.

Ai valori indicati va sommato l’importo della tassa regionale per il diritto allo studio (art. 3 della legge 549/1995), detraibile in aggiunta ai massimali del decreto. L’imposta di bollo è invece compresa nel limite, come precisato dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate 7/E/2018.

Regole di detrazione nel 730/2026 e limiti di reddito

La detrazione del 19% si indica nel rigo E8/E10 con codice 13 del modello 730. Per gli atenei statali non esistono tetti di spesa e la detrazione si calcola sull’intero importo versato. Per gli atenei non statali, privati e telematici, il calcolo si effettua sul minore tra la spesa sostenuta e il massimale previsto dal decreto MUR per l’area disciplinare e la zona geografica di riferimento.

La detrazione spetta per intero ai contribuenti con reddito complessivo fino a 120.000 euro, si riduce progressivamente tra 120.000 e 240.000 euro e si azzera oltre questa soglia. Dal periodo d’imposta 2025, per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro, le spese universitarie rientrano nei nuovi tetti massimi complessivi alle detrazioni introdotti dal quoziente familiare, che variano in base al numero di figli a carico. Il pagamento deve avvenire con metodi tracciabili (bonifico, carta, MAV, PagoPA).