Bonus verde al 36%: guida pratica

di Barbara Weisz

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Bonus verde, detrazione fiscale al 36% sui lavori di sistemazione giardini e aree verdi private prevista dalla Legge di Bilancio: tetti di spesa, lavori ammessi, pagamenti, casi particolari.

Fra le novità  della Legge di Bilancio 2018 in tema di detrazioni fiscali c’è l’inserimento del cosiddetto bonus verde, un’agevolazione al 36% per i lavori di risistemazione delle aree verdi private effettuati nel 2018. Il bonus verde è previsto dalla comma 12 della manovra, legge 205/2017, e riguarda tutti i lavori di realizzazione o sistemazione di giardini, anche pensili, di edifici privati e condomini.

Vediamo una breve guida sul funzionamento di questa nuova detrazione, che si aggiunge a quelle relative ai lavori di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, entrambe prorogate sempre dalla Legge di Stabilità nella misura del 50% e 65%, unitamente al bonus mobili al 50% e all’agevolazione per i lavori antisismici.

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Bonus verde

Il bonus verde è una detrazione fiscale pari al 36% su una spesa massima di 5mila euro (quindi, la detrazione massima è pari a 1800 euro). Se i lavori riguardano immobili ad uso promiscuo adibiti all’esercizio di arte, professione, attività commerciale, la detrazione spettante è ridotta del50% (quindi, è pari al 18%). Il bonus verde è cumulabile con le agevolazioni sugli immobili oggetto di vincolo ai sensi del decreto legislativo 42/2004, che vengono ridotte nella misura del 50%.

La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo nell’anno in cui è stata sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Interventi ammessi

Riguarda gli interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Possono essere ricomprese nell’agevolazione anche le spese di progettazione e manutenzione (che devono però essere connesse agli interventi di sistemazione prima elencati). Spetta anche per i lavori effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali.

=> Bonus verde e nuovi incentivi green

Il tetto massimo di 5mila euro si riferisce a ogni unità immobiliare ad uso abitativo. Quindi, per i lavori che riguardano un condominio, la detrazione spetta per un importo delle opere pari a 5mila euro per ogni unità immobiliare che compone l’edificio.

La detrazione spetta al singolo condomino, nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

La spesa deve essere effettivamente sostenuta e rimasta a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi.

Requisiti

Ci sono una serie di adempimenti che vanno rispettati, analoghi a quelli già previsti per le altre detrazioni fiscali edilizie.

Il pagamento dei lavori deve avvenire con mezzi tracciabili. Il testo della norma non contiene ulteriori specificazioni su questo punto, per cui si può dedurre che si applichino le stesse regole previste per le altre ristrutturazioni (bonifico parlante).

Attenzione: il diritto alla detrazione è previsto esclusivamente per i lavori effettuati nel 2018, quindi dal primo gennaio al 31 dicembre di quest’anno. Quindi, si applicherà a partire dalla dichiarazione dei redditi 2019 relativa al periodo d’imposta 2018.

=> Bonifico bonus ristrutturazioni: guida completa

Se l’immobile viene venduto, la detrazione si trasferisce all’acquirente per i periodi di imposta rimanenti: anche in questo caso, è la stessa regola già prevista per le altre detrazioni edilizie. Significa, è bene sottolinearlo, che la detrazione non resta in capo al contribuente che ha sostenuto le spese, ma a colui che acquista l’immobile. Le parti possono però raggiungere un accordo in base al quale la detrazione resta al venditore, da inserire nell’atto di vendita (il rogito).

Infine, in caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette esclusivamente all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene.

2018