Categorie Protette: il collocamento nella PA

Riforma testo unico del pubblico impiego e integrazione in ambienti di lavoro delle categorie protette: attuazione e monitoraggio.

Novità in tema di categorie protette con la Riforma del testo unico del pubblico impiego che prevede, tra le altre misure, l’istituzione di una Consulta nazionale per l’integrazione in ambienti di lavoro delle persone con disabilità, che avrà il compito di monitorare l’adempimento delle Amministrazioni Pubbliche al diritto al collocamento al lavoro dei soggetti disabili ai sensi della legge 68/1999.

=> Categorie protette: la Legge 68/99

Consulta Nazionale

La Consulta Nazionale verrà istituita presso il Dipartimento della funzione pubblica e sarà composta da 10 componenti (che non riceveranno alcun compenso o emolumento comunque denominato, ad eccezione del rimborso delle spese sostenute) di cui:

  • 2 membri designati dalle organizzazioni sindacali;
  • 2 dalle associazioni del mondo della disabilità;
  • 2 dalla conferenza unificata;
  • 1 rappresentante dal Dipartimento per le pari opportunità;
  • 1 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  • 1 dal Ministero della Salute;
  • 1 dall’ANPAL.

La Consulta, avrà il compito di:

  • elaborare piani, programmi e linee di indirizzo per adempiere agli obblighi previsti dalla legge 68/1999 sul diritto al lavoro dei disabili;
  • proporre alle PA misure innovative finalizzate al miglioramento dei livelli di occupazione e alla valorizzazione delle capacità e delle competenze dei lavoratori disabili nelle Pubbliche Amministrazioni;
  • prevedere interventi straordinari per l’adozione degli accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro previsti dall’articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216;
  • effettuare il monitoraggio sul rispetto degli obblighi di comunicazione che le PA devono adempiere al fine di verificare la corretta applicazione della disciplina in materia di collocamento obbligatorio.

=> Quota di riserva categorie protette: come funziona

Le PA dovranno infatti:

  • inviare al Dipartimento della funzione pubblica, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Centro per l’impiego territorialmente competente il prospetto informativo dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva, nonché i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori disabili;
  • entro i successivi 60 giorni le PA dovranno trasmettere al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, una comunicazione contenente tempi e modalità di copertura della quota di riserva, nonché l’indicazione di eventuali bandi di concorso per specifici profili professionali per i quali non è previsto il solo requisito della scuola dell’obbligo, riservati ai soggetti disabili di cui all’art. 8 della Legge 68/1999, o, in alternativa, delle convenzioni di cui all’art. 11 della legge 68/1999.

In caso di mancata osservanza di tali disposizioni o di mancato rispetto dei tempi concordati, i Centri per l’impiego dovranno avviare numericamente i lavoratori disabili attingendo alla graduatoria vigente con profilo professionale generico.

Responsabile inserimento

Viene inoltre introdotta la figura del responsabile dei processi di inserimento per le Amministrazioni Pubbliche con più di 200 dipendenti, dove dovrà essere nominato con l’obiettivo di:

  • curare i rapporti con il centro per l’impiego territorialmente competente per l’inserimento lavorativo dei disabili (nonché con i servizi territoriali per l’inserimento mirato);
  • predisporre gli accorgimenti organizzativi e propone, se necessario, le soluzioni tecnologiche per facilitare l’integrazione al lavoro;
  • verificare l’attuazione del processo di inserimento.

Fonte: Ministero della Pubblica Amministrazione.

X
Se vuoi aggiornamenti su Categorie Protette: il collocamento nella PA

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy

Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy