Assunzioni, tutti gli incentivi 2018

Sconto contributivo per tre anni sulle assunzioni di giovani a tempo indeterminato, esenzione in casi particolari, misura strutturale: incentivi lavoro in Legge di Bilancio 2018.

Fra gli obiettivi della Legge di Bilancio 2018, ha spiegato il premier Paolo Gentiloni, c’è quello di «promuovere il lavoro». E il ddl approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 ottobre vi«contribuisce in modo significativo» con misure rivolte ai giovani. Che, in effetti, rappresentano il piatto forte del pacchetto lavoro inserito in manovra, con nuove formule di decontribuzione sulle assunzioni.

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Assunzione giovani

A partire dal primo gennaio 2018  previsto uno sconto contributivo del 50% per le assunzioni (escluse quelle di lavoratori domestici) di giovani con contratti a tempo indeterminato in corso d’anno ma anche per quelle partite in novembre o dicembre 2017 (la fruizione del beneficio decorre comunque dal 2018). Riguarda anche le trasformazioni di contratti a termine o percorsi di apprendistato e alternanza scuola-lavoro. La decontribuzione dura tre anni e si applica fino a un tetto annuo di 3mila euro.

Limitatamente al 2018 l’agevolazione si applica ai giovani fino a 35 anni, dal 2019 scenderà a 29 anni. Nel caso di trasformazione a tempo indeterminato di un contratto di apprendistato, l’incentivo spetta indipendentemente dall’età del lavoratore.

Resta, e diventa strutturale, l’incentivo per il sistema duale di alternanza scuola lavoro. Sgravio al 100% (esonero) alle imprese del Sud che assumono giovani o disoccupati e per le assunzioni di Neet (giovani che non studiano e non lavorano) iscritti al programma Garanzia Giovani.

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C’è anche una clausola anti-licenziamenti: l’impresa perde lo sgravio contributivo se licenzia nei sei mesi precedenti lavoratori attivi nella stessa unità produttiva.

N.B. Non è chiaro se per gli apprendisti duali lo sconto contributivo sia al 50 o al 100%. La nota del Governo su questo punto è stringata. Bisogna attendere il testo della norma. Intanto riportiamo l’intero stralcio del comunicato stampa a margine del CdM in relazione al pacchetto lavoro:

Incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile

A decorrere dal primo gennaio 2018 i datori di lavoro del settore privato che assumono giovani con contratti a tutele crescenti beneficeranno di uno sconto triennale sui contributi previdenziali pari al 50% (esclusi i lavoratori domestici). L’esonero spetta anche per le assunzioni avvenute nei mesi di novembre e dicembre 2017, ferma restando la decorrenza dal primo gennaio 2018.  Lo sconto contributivo si applica anche nei casi di prosecuzione di un contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato, qualunque sia l’età anagrafica al momento della prosecuzione e quando un datore di lavoro assume, entro sei mesi dal conseguimento del titolo di studio, studenti che abbiano svolto percorsi di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato per il conseguimento del titolo di studio.

Pubblico impiego

Gli incentivi assunzioni non sono l’unica misura per favorire l’occupazione inserita in Legge di Bilancio: è anche prevista l’assunzione di 1.500 ricercatori, scatti più frequenti (biennali e non più triennali) per gli stipendi dei docenti universitari, misure per le retribuzioni dei dirigenti scolastici (per avvicinarle a quelle degli altri dirigenti pubblici), il rinnovo dei contratti del pubblico impiego (in vista, un aumento medio di 85 euro).

Altre misure

Novità in tema di ammortizzatori sociali per le aree di crisi complessa e per la ricollocazione dei lavoratori in esubero delle grandi imprese, con la possibilità di accordi sindacali che prevedano percorsi di ricollocazione già durante la fruizione della cassa integrazione. E c’è un incentivo fiscale per le imprese che investono nella formazione dei lavoratori: un credito d’imposta del 50%, fino al 31 dicembre 2020, sulle attività di formazione previste dai contratti aziendali o territoriali, su un tetto di spesa pari a 1 milione di euro per ogni impresa.

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