Dell, anche Linux per le nuove workstation entry level

di Claudio Mastroianni

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Per il T3400, la compagnia americana fa scegliere fra processori a 2 e 4 core, ma non solo: il sistema operativo potrà anche essere Open Source, al posto di Windows

Fino a pochi mesi fa, Dell sembrava ancora restia ad appoggiare il mondo dell’Open Source in ambito aziendale. Sono bastati pochi mesi, però, per cambiare le cose. La compagnia americana ha infatti presentato la sua nuova linea di workstation, la T3400, con una sorpresa: Linux.

I professionisti che infatti acquisteranno il nuovo prodotto di Dell potranno scegliere se preinstallare come sistema operativo proprio l’offerta Open Source al posto del più classico Windows. A differenza dei prodotti consumer, però, stavolta la scelta non è caduta su Ubuntu ma sulla distribuzione Red Hat, maggiormente pensata per le utenze enterprise.

Il nuovo sistema della compagnia americana leader nella vendita on-line sarà caratterizzato come al solito da una alta configurabilità, che andrà a coinvolgere anche i processori (si tratta degli Intel Core 2, disponibili sia a 2 che a 4 core).

Con il T3400, Dell sembra schierarsi apertamente in favore dell’Open Source, nonostante – secondo il responsabile del marketing – non si possa parlare di successo dei sistemi operativi liberi in campo desktop/workstation, come invece si può dire per i server.

Neanche le accuse di Microsoft di un utilizzo illecito di 230 brevetti di Windows da parte di Linux sembra aver scalfito la crescita di quest’ultimo. Una crescita sottolineata dallo stesso Michael Dell: «Siamo di fronte a un passaggio a Linux anche per quel che riguarda gli utilizzi critici, e la migrazione a Linux non è per nulla rallentata».

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