Robotica, l’eccellenza italiana

di Barbara Weisz

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Italia nella top ten dei produttori di robot e di macchine installate: numeri di mercato, poli d'innovazione, novità della ricerca, focus sulla robotica.

Il primo robot umanoide per i lavori domestici è uscito dai laboratori dell’Istituto di tecnologia di Genova, e l’Italia è il sesto paese del mondo produttore di robot industriali: uno dei settori a più alto tasso di innovazione al mondo, anche per le implicazioni che è destinato ad avere su mercato, lavoro, vita quotidiana, ovvero al robotica, vede l’Italia fra le eccellenze del mondo. Secondo i dati della Federazione internazionale della robotica (IFR), siamo il secondo produttore d’Europa dopo la Germania, e il sesto paese del mondo. Numeri che si riferiscono al mercato dei robot industriali, ovvero quelli che vengono utilizzati nel processo produttivo (in fabbrica, in magazzino, in ufficio) e che sono confortati, ultimamente, da un’eccellenza che riguarda la robotica applicata alla vita di tutti i giorni, con l’annuncio del lancio sul mercato del primo robot per i lavori domestici, innovazione tutta italiana.

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I dati di mercato: crescita 2015 in Europa pari al 10%. I primi tre mercati europei, in termini di vendite, sono Germania (20mila unità), Italia, a quota 6mila 700, e Spagna, con 3mila 800 robot prodotti all’anno. Il mercato europeo vale intorno ai 50mila prodotti venduti all’anno. Crescita più sostenuta negli Stati Uniti, +15% per un totale di 37mila unità, il report IFR sottolinea il grosso progresso del Messico, che ha una produzione ancora limitata ma praticamente raddoppiata nel giro di un anno. Risultato probabilmente attribuibile all’espansione dell’industria automobilistica, che resta il primo mercato per la robotica industriale (seguito da industria dei metalli, plastica, elettronica).

A livello internazionale, l’Asia è il mercato a più alto tasso di crescita: la Cina, da sola, con 68mila robot industriali venduti,  ha superato l’intera Europa. L’Italia, comunque, è al sesto posto del mondo, dietro Cina, Corea Del Sud, Giappone, Stati Uniti, Germania. Per quanto riguarda invece i robot installati (quindi, come mercato di sbocco), l’Italia è il nono del mondo.

Le potenzialità della robotica, sono rappresentate dai macchinari installati al 2015, 1,6 milioni, e quelli previsti entro il 2018, 2,3 milioni. E questo, solo per la produzione industriale. La ricerca, nel frattempo, sviluppa la robotica per i servizi, lavori d’ufficio, anche dirigenziali, e per la vita di tutti i giorni.

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E qui entra in scena il primo robot per i lavori domestici si chiama R1, è progettato dall’istituto Italiano di Tecnologia di Genova, ha un aspetto umanoide, con due lunghe braccia (si possono allungare di 13cm in avanti, per raggiungere oggetti lontani), il torso che si muove in alto e in basso (è allungabile da 125 a 140cm), e può anche torcere lateralmente, si muove con due ruote a circa 2 km all’ora, pesa 50 kg, è per il 50% in plastica e per il 50% in fibra di carbonio e metallo, il volto è un schermo LED. Il robot interagisce con l’uomo, impara da quello che vede, sente, tocca riconoscendo forme e materiali (ha anche il tatto). R1 è stato realizzato in 16 mesi da una squadra di 22 scienziati e tecnici di IIT guidati da Giorgio Metta. L’arrivo sul mercato è previsto fra 18 mesi, inizialmente con un numero limitato di prototipi (un centinaio), ad alto prezzo (intorno ai 25mila euro), successivamente con una produzione intensiva, e un prezzo sul mercato intorno ai 3mila euro.

L’ITT di Genova è stato considerato da Nature uno dei migliori centri di ricerca del mondo per le nuove tecnologie. Eccellenza italiane nell’innovazione tecnologica e nella robotica non mancano comunque un po’ in tutta la Penisola: dall’istituto di Biorobotica della Scuola Superiore S.Anna di Pisa, all’Istituto di Studi sui Sistemi Intelligenti per l’Automazione del CNR di Bari, ai Laboratory of Automation and Robotics dell’Università di Bologna, ai Politecnici di Milano e di Torino.