Networking ricondizionato? Risparmi del 90%

di Noemi Ricci

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Secondo Gartner, le aziende sprecano fino al 20% del budget IT per spese inefficienti, mentre potrebbero risparmiare fino al 90% acquistando infrastrutture di rete riciclate

In un periodo in cui si parla tento di recupero dei rifiuti elettronici, le aziende si chiedono sempre più spesso se sia il caso di dismettere cavi, switch, router senza ipotizzare strategie di riciclo con indubbie finalità di controllo delle spese, oltre che delle emissioni inquinanti.

In realtà le componenti delle infrastrutture di rete sono le apparecchiature più resistenti all’usura del tempo, avendo meno parti mobili e quindi meno “critiche”.
Sfruttando questa peculiarità, la Digital Warehouse Europe propone già da diverso tempo sul nostro mercato soluzioni di networking ricondizionate da strutture Cisco, Juniper, Foundry, Extreme, Nortel, Lucent e Alcatel.

Le apparecchiature “riciclate”, sono utilizzate da una vasta gamma di organizzazioni, sia pubbliche che private, nonostante in Europa questa sia una novità, a differenza degli USA, dove il mercato delle infrastrutture di rete ricondizionate è attualmente in crescita e sta registrando un forte incremento di richieste.

Le infrastrutture network, tranne la fan, non hanno parti mobili e, di conseguenza presentano un failure rate molto basso. Per questo risultano predisposte al riutilizzo.
Secondo le statistiche Gartner, sembra che le società europee che utilizzano soluzioni di networking IT, comprese quelle italiane, sprechino una parte significativa (fino al 20%) del budget IT per spese inefficienti.

Acquistando apparati network di seconda mano si può arrivare a risparmi fino al 90%.

Oltre a quello economico, questa scelta porta molti altri vantaggi in termini di: tempi di consegna (da 1 a 5 giorni); garanzia gratuita (minimo un anno); rispetto per l’ambiente; tecnologia provata; miglioramento nell’asset management che ne consegue.

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