Il Web 2.0? Sempre più sotto attacco

di Noemi Ricci

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Lo studio condotto dall'università del Maryland ha rivelato che ogni pc subisce un attacco informatico ogni 39 secondi. Più colpiti piattaforme Web 2.0 e dispositivi portatili

Secondo l’università del Maryland, ogni 39 secondi ciascun computer subisce un attacco proveniente dalla Rete. Se questo crea disagio al normale utente, per le aziende rappresenta un pericolo concreto per la sicurezza e l’integrità delle proprie informazioni, tanto più che il numero degli attacchi messi a ssegno è in continua crescita.

La conferma di ciò arriva dai “cacciatori di virus” Norman, secondo cui la media è di 4.000 nuovi programmi malware al giorno.

I punti deboli? Le piattaforme Web 2.0 e i dispositivi portatili. A rendere vulnerabili le reti aziendali, quindi, contribuirebbero i servizi di telefonia fissa, mobile e Internet (VoIP) con cui le aziende rimangono sempre connesse alla Rete.

Per non rimanere vittime inermi degli hacker, le aziende devono sfruttare al meglio il potenziale delle proprie soluzioni di sicurezza IT, reagire alle minacce imparando a riconoscerle, sviluppare metodi di prevenzione e adottare misure appropriate.

Attacchi come il phishing, lo spionaggio o l’accesso a password e codici, non possono essere controllati soltanto mediante strumenti tecnologici. Diventa quindi di fondamentale importanza, per la prevenzione di questi fenomeni, avere una base di conoscenza del nemico.

È infatti proprio l’errore umano la causa più comune legata alla perdita di dati, truffe informatiche o diffusione di virus, che mettendo a repentaglio la sicurezza di reti aziendali causa una riduzione della produttività .

Le aziende necessitano dunque di soluzioni non solo sicure ma soprattutto facili da utilizzare, oltre che operative e controllabili a livello centralizzato.

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