Il Web 2.0 crea valore aggiunto

di Marianna Di Iorio

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Forrester Research analizza la percezione dei decisori IT nei confronti del Web 2.0: si tratta di strumenti utili per creare valore aggiunto. Ma non tutti forniscono gli stessi risultati

Le aziende puntano ad applicare il tradizionale ROI agli strumenti di Web 2.0, nonostante riscontrino notevoli difficoltà nel misurare l’effettivo ritorno sugli investimenti e l’incremento della produttività apportato da wiki, blog e RSS. Grazie alla nuova generazione di Internet è possibile ottenere efficienza e vantaggio competitivo. Ma non tutti gli strumenti forniscono lo stesso risultato.

A rivelarlo è uno studio pubblicato da Forrester Research la scorsa settimana, condotto tra Maggio e Giugno per analizzare la percezione che 275 decisori IT hanno nei confronti della Rete di seconda generazione.

Come già aveva annnunciato McKinsey, la nuova era di Internet è considerata strategicamente importante dai manager di tutto il mondo. Anche se sono in molti a ritenere che un uso improprio di questi strumenti possa seriamente compromettere la sicurezza aziendale.

In realtà, dunque, come si può leggere nel report, c’è una differenza tra i vari strumenti: RSS e podcasting sono elementi che aggiungono valore al business, al contrario di blog e social networking. Questo accade perchè, ad esempio, gli RSS sono utilizzati dalle aziende per gestire la comunicazione interna.

Dai risultati ottenuti, in particolare, è emerso che il 63% del campione intervistato utilizza il ROI per misurare il valore degli strumenti di Web 2.0, mentre il 14% si dichiara per nulla interessato a queste nuove tecnologie e ai vantaggi che potrebbero apportare.

Ad ogni modo, secondo le conclusioni riportate dall’analista che ha condotto l’indagine, le imprese che hanno un numero elevato di strumenti di Web 2.0 riescono a raggiungere risultati migliori in termini di profitto, al contrario di quelle aziende che, invece, hanno deciso di non implementarli.