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La virtualizzazione non è più esclusiva delle grandi aziende

di Redazione PMI.it

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La virtualizzazione è ormai diffusa anche tra le PMI, ma per mantenere il vantaggio competitivo e il risparmio sui costi i manager IT devono proteggere i server virtuali con strategie di data loss prevention e disaster recovery.

Gentilmente riceviamo e pubblichiamo il contributo di Mauro Papini, country manager Acronis Italia.

La virtualizzazione non è più un’esclusiva delle grandi aziende ma sta acquisendo un’estrema diffusione anche tra le PMI: secondo un recente studio globale condotto su 6.000 manager IT di 18 paesi, il 2012 appare l’anno in cui l’adozione della virtualizzazione nelle piccole e medie aziende supererà per la prima volta quella nelle grandi aziende.

La ricerca, condotta da Acronis e dall’istituto di ricerca Ponemon, ha rilevato una tendenza alla diffusione della tecnologia nelle PMI del 21%, ovvero il 50% in più rispetto al tasso registrato da un importante rapporto Gartner* sulle aziende di livello Enterprise.

Quali aspetti promuovono questa rapida adozione delle tecnologie di virtualizzazione?

Da sempre associata alle aziende di grandi dimensioni – poiché universalmente si ritiene che siano queste a poter ottenere da questa tecnologia i vantaggi più rilevanti – tra le aziende convenzionali si ritiene che la virtualizzazione sua complessa da implementare e gestire, che richieda competenze specifiche e strumenti costosi, caratteristiche che rendono apparentemente arduo il percorso verso la sua implementazione.

In realtà, la virtualizzazione è applicabile a qualsiasi azienda, soprattutto poiché la maggior parte di esse si trovano ad affrontare le stesse sfide IT a cui fanno fronte anche le aziende globali.

La riduzione costante del personale IT e del budget, sommate alla crescente pressione volta a fare di più con meno faranno sì che sia sempre più difficile gestire simultaneamente le operazioni IT aziendali quotidiane e gli investimenti in nuovi progetti strategici che possono generare un’efficacia a lungo termine e facilitare la crescita commerciale. La virtualizzazione si propone come modalità per superare questi ostacoli.

La nostra ricerca ha rilevato che i tre principali stimoli alla sua adozione sono il potenziale risparmio sui costi, la scalabilità e l‘agilità aziendale. Ora che le tecnologie che abilitano la virtualizzazione acquisiscono maggiore convenienza e accessibilità anche per le piccole aziende, quelle più innovative e flessibili possono adottarla rapidamente, ponendosi in pole position per sfruttarne al massimo tutte le opportunità.

I vantaggi della virtualizzazione

Il vantaggio primario dato dalla virtualizzazione dei server è identificato comunemente nei risparmi sui costi. La maggior parte dei manager IT sa che una macchina virtuale utilizza soltanto una porzione delle risorse di elaborazione, memoria e I/O delle macchine fisiche, e richiede perciò meno hardware fisico e sistemi di raffreddamento; il tutto si traduce in significativi risparmi sui costi.

La virtualizzazione, tuttavia, va ben oltre il semplice risparmio. La nostra ricerca mostra che maggiore flessibilità ed efficienza sono altri aspetti sostanziali che influiscono sull’adozione della virtualizzazione. Le aziende medie riconoscono che essa consentirebbe loro una maggiore flessibilità e agilità in risposta ai cambiamenti repentini del mercato, siano essi provocati da aspetti interni, quali fusioni o acquisizioni, o esterni, ovvero crisi economiche o aspetti legislativi vincolanti.

Nel complesso contesto odierno, le aziende si rivolgono alla tecnologia per ottenere il vantaggio competitivo necessario per emergere e conservare il successo conquistato. Alla luce di queste ragioni, il 2012 sembra improntato a essere un altro anno a forte intensità per la virtualizzazione, poiché le aziende cercheranno di ottenere il massimo dalle infrastrutture server e storage già esistenti.

Questa tendenza è confermata da un buon 38% delle organizzazioni interpellate, che prevede di virtualizzare oltre metà dei propri server di produzione nel 2012.

Per non cedere alle difficoltà del disaster recovery

Il tasso di adozione pianificato è un ottimo segnale, ma la ricerca rivela anche che la maggior parte delle aziende non raggiunge la sufficienza quando si tratta di proteggere i dati che si accumulano nelle macchine virtuali.Un terzo delle aziende ammette di non eseguire il backup dei server virtuali con la stessa frequenza di quello dei server fisici, mentre quasi la metà esegue il backup dei dispositivi virtuali solo settimanalmente o mensilmente.

Questa pratica mette a rischio i dati virtuali e li espone a perdite potenziali, una situazione preoccupante, soprattutto se si considera che il valore economico dei dati conservati sui server virtuali è spesso identico a quello dei server fisici.
Altre valide ragioni incentivano le organizzazioni a individuare le giuste strategie di backup e ripristino per i server virtuali: il carico di lavoro di gestione causato da backup differenti e la confusione sull’attribuzione di responsabilità per le macchine virtuali.

Ciononostante, è fondamentale comprendere che gli ambienti virtuali sono soggetti alla stessa varietà di rischi a cui vanno incontro i server tradizionali, quali danneggiamento o guasto dei dischi rigidi, danni software e perfino errori umani. Sebbene vari aspetti dell’ambiente IT non subiscano modifiche con la virtualizzazione, il backup e ripristino delle macchine virtuali rappresenta ancora un punto dolente.

Se le aziende decidono di passare a un ambiente virtuale, è assolutamente necessario che comprendano che a questo si applicano gli stessi principi dell’ambiente fisico, e che i dati devono essere correttamente protetti con backup regolari; va inoltre provata e testata una strategia che preveda il ripristino d’emergenza e garantisca la continuità aziendale. Per ottenere tutto ciò, durante la valutazione delle alternative possibili devono rivolgersi a soluzioni che offrano semplicità, facilità d’impiego e formazione ridotta al minimo indispensabile.

Sfruttare al massimo la virtualizzazione

Le organizzazioni hanno l’opportunità di risolvere alcuni dei problemi IT prioritari adottando la virtualizzazione, mantenendo la propria competitività; alcune continuano invece a mettere a rischio i propri backup virtuali. Nel caso in cui qualcosa andasse storto, si troverebbero a dover affrontare conseguenze reali e davvero complicate. Affinché i manager IT mantengano l’efficienza e il risparmio sui costi inizialmente consentiti dalla virtualizzazione, è imperativo evitare costose perdite di dati.

L’indagine congiunta Acronis – Ponemon rileva che la fiducia globale nelle aziende di pari livello è aumentata del 14% negli ultimi 12 mesi. Garantendo la protezione totale degli ambienti virtuali, è possibile mantenere questi livelli. Se ciò avviene, il 2012 potrebbe diventare per le aziende di piccole e medie dimensioni l’anno dell’innovazione, del miglioramento tecnologico e della promozione del backup.

Per approfondimenti: Acronis Italia

*Ricerca di Gartner sulla virtualizzazione:  Virtual machines will slow in the Enterprise, Grow in the Cloud – Thomas J. Bittman, Lydia Leong, 4 marzo 2011, RA1010182011

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