Banda Larga in Italia: ritardi criticati anche dalla UE

di Filippo Vendrame

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Neelie Kroes, Commissario UE per l'Agenda Digitale ha “strigliato” l’Italia, sollecitando il nostro Paese a prendere sul serio la banda larga, visti i numeri impietosi che collocano l’Italia all’ultimo posto tra i paesi UE. Da noi, infatti, solo il 14% delle abitazioni è raggiunto dalla fibra ottica (un quarto della media europea). Quando invece, come ricordato intervenendo al secondo Digital Agenda Annual Forum, sviluppare la banda larga potrebbe fare crescere il PIL dell’1,5% creando 5 posti di lavoro ogni 2 persi.

Il Governo si è dimostrato sempre distratto nell’affrontare i nodi critici della digitalizzazione del Paese, nonostante il palese vantaggio in termini di PIL e lavoro che gli investimenti sulla rete potrebbero portare. Dopo un valzer di fondi prima assegnati e poi spariti, nel recente Decreto del Fare sarebbero ricomparsi 20 milioni di euro per lo sviluppo del digitale in Italia, ma con un grande punto interrogativo sull’esito finale. Nelle bozze della Legge di Stabilità  questi fondi sono prima ricomparsi e poi spariti, lasciando posto ad un generico via libera per completare il Piano nazionale Banda Larga senza quantificare l’investimento. Con questo andazzo l’Italia non raggiungerà  gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea che chiede ai Paesi membri di coprire il 100% della popolazione con connettività  a banda larga di almeno 2 Mbit, portando la banda ultra larga a 30 e 100 Mbit, rispettivamente, al 100% e al 50% della popolazione entro il 2020. Attualmente in Italia, non solo la fibra ottica raggiunge appena il 14% della popolazione, ma il 37% degli italiani adulti non ha mai usato Internet.