Riordino delle Province: online il vademecum del Ministero

di Teresa Barone

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Le Province: istruzioni per l'uso: è online il vademecum del Ministero per informare sui prossimi tagli e accorpamenti delle amministrazioni provinciali sanciti dalla spending review.

Il Ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi ribadisce l?intenzione del Governo di procedere con il riordino delle Province entro il 31 dicembre 2012: una dichiarazione rilasciata nel corso dell?incontro con Regioni e amministrazioni provinciali e rafforzata anche dalla pubblicazione in Rete di un vademecum che anticipa le regole base della riorganizzazione, nel pieno rispetto di quanto sancito dalla spending review.

Il riordino delle Province ci sarà, accompagnato da numerosi accorpamenti e dalla creazione delle città metropolitane. Il testo diffuso dal Ministero, “Le Province: istruzioni per l’uso“, è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento delle Riforme istituzionali e offre indicazioni precise sulle modalità attraverso le quali si concretizzerà la riorganizzazione. Per prima cosa si sottolineano i criteri utilizzati per stabilire quali Province sopravvivranno e quali, invece, saranno inglobate nell?area di altre amministrazioni della stessa Regione.

«Le nuove province devono possedere entrambi i requisiti minimi demo-territoriali fissati dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012. Tali requisiti sono: dimensione territoriale (non inferiore a 2.500 Km²) e popolazione residente (non inferiore a 350.000 abitanti).»

Sono escluse da questa regola sia le province nelle quali si trovano i capoluoghi di Regione sia quelle che confinano solo con province di altre regioni, come anche le province che diventeranno città metropolitane (sono 10: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria).

Un altro punto importante riguarda la libertà di scelta lasciata ai singoli Comuni, che potranno richiedere lo spostamento verso una diversa amministrazione provinciale ma solo in alcuni specifici casi, come definito dal testo.

«I comuni possono attivare iniziative volte al loro spostamento da una circoscrizione provinciale ad un’altra ma non si consente alla Provincia di raggiungere i requisiti minimi richiesti con l’aggregazione di altri comuni, in quanto i requisiti devono essere posseduti dalla Provincia alla data di adozione della deliberazione del Consiglio dei ministri del 20 luglio 2012.»