Software libero per la PA in Puglia: è legge

di Teresa Barone

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La Puglia introduce l?uso dei programmi open source per legge negli enti locali: novità importanti anche nel campo degli open data.

La Regione Puglia ha approvato un decreto legge che sancisce il primato del software libero nella pubblica amministrazione: tutti gli enti pubblici sono infatti invitati a utilizzare programmi open source per limitare le spese e agevolare il risparmio, ma non solo, infatti la normativa contiene anche indicazioni importanti in materia di open data e condivisione delle informazioni con i cittadini, nell?ottica di garantire la più totale trasparenza e fruizione dei dati.

I punti fondamentali della legge, “Norme su software libero, accessibilità dei dati e documenti ed hardware documentato?, riguardano non solo l?introduzione del software libero nella PA pugliese, ma anche il controllo sulle procedure informatiche e la gestione della spesa pubblica in ambito regionale, nonché la liberalizzazione dell?accesso ai dati e agli archivi della Regione, che applica a tutti gli effetti il concetto di open data.

L?arrivo dell?open source nella pubblica amministrazione rappresenta un passo in avanti verso la conquista di politiche regionali improntate verso l?innovazione, una decisione che per la Puglia è anche una strategia fondamentale per favorire la comunicazione con la comunità locale, come ha ribadito il presidente della Regione Nichi Vendola.

«Abbiamo approvato all?unanimità una legge che fa della nostra Regione, ancora una volta, una delle realtà più avanzate e innovative d?Italia. Da oggi assumiamo il valore della Comunicazione e della partecipazione alla formazione dei processi comunicativi come elementi costitutivi fondamentali della democrazia e del diritto di cittadinanza e consideriamo beni comuni la Comunicazione e il diritto di tutti e tutte di accedere liberamente alle risorse della conoscenza, dell?informazione e della Pubblica Amministrazione.»