Internet delle cose: consultazione online della UE

di Teresa Barone

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La UE lancia una consultazione pubblica per verificare le aspettative dei cittadini in materia di rivoluzione digitale: nel 2015 sette dispositivi connessi alla Rete pro capite.

La Commissione Europea fa il punto sulla diffusione di Internet negli stati membri: se oggi ciascun cittadino possiede due apparecchi connessi alla Rete, nel 2015 le previsioni sono molto più rosee, con una media di 7 dispositivi connessi.

Un notevole passo in avanti verso la riduzione del digital divide che ancora caratterizza molte zone dell?Europa, e che riguarda da vicino la stessa Italia, ma secondo la UE per arrivare a questo risultato sono necessarie politiche di sostegno e normative adeguate, per fare in modo che la tecnologia digitale possa realmente semplificare la vita e il lavoro delle persone.

A tal fine la Commissione Europea promuove una consultazione pubblica per sondare il terreno raccogliendo le opinioni cittadini, cercando di monitorare le principali esigenze in materia di Internet e applicazioni digitali e, in seguito, fornire strumenti adatti per soddisfarle.

La consultazione si basa sul progetto “L’internet delle cose? (IoT), rimarrà aperta fino al 12 luglio e offrirà notevoli spunti per l’elaborazione delle linee guida che Bruxelles presenterà nell’estate 2013. Il fine, come ha annunciato il commissario Ue responsabile per l’Agenda Digitale Neelie Kroes, è quello di:

«Promuovere un sistema che sia funzionale ai nostri obiettivi economici e sociali e che garantisca la sicurezza e rispetti la vita privata. L’internet delle cose, che incorpora l’intelligenza negli oggetti di uso quotidiano, è la prossima grande invenzione. È mia intenzione promuovere un’Internet delle cose che sia funzionale ai nostri obiettivi economici e sociali e nel contempo garantisca la sicurezza e rispetti la vita privata e i valori etici.»

La UE ha quindi lanciato uno strumento capace di verificare le aspettative delle persone in merito alla rivoluzione digitale che ci attende nei prossimi anni, soprattutto per poter elaborare un quadro di regole e norme adatte non solo al fine di agevolare l?informatizzazione e l?accesso al Web, ma anche per tutelare i cittadini in materia di privacy e sicurezza.