Scuola: 70 milioni di euro per l’innovazione

di Marina Mancini

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Sei programmi di innovazione per un finanziamento di 70 milioni verranno investiti dai ministeri della PA ed Innovazione e Pubblica Istruzione

Si innova l’ICT della scuola. Ad annunciarlo è Luigi Torda, capo Dipartimento del ministero di Brunetta.

Il Ministero della Pubblica Amministrazione ed Innovazione in accordo con il
ministero di Mariastella Gelmini, la Pubblica Istruzione ed Università, sono prossimi ad un’intesa che prevede il lancio di sei programmi di innovazione con un finanziamento di 70 milioni di euro.

Il capo dipartimento dell’Innovazione ha annunciato l’accordo al convegno
sulla Unified Communication organizzato da Microsoft Italia.

I sei programmi saranno relativi a nuove modalità di erogazione didattica, allo sviluppo e diffusione dell’e-learning, all’introduzione del registro digitale per la gestione delle presenze e dei voti scolastici degli studenti e per definire la creazione di una rete di 4 mila complessi scolastici italiani che
verrà agganciata al sistema di connettività pubblica.

I programmi seguono un accordo già firmato tra Microsoft ed il ministero della PA che riguarda le scuole del Sud d’Italia. Il progetto di cui
vi abbiamo riferito recentemente, prevede la realizzazione di una scuola del futuro con un
progetto pilota che partirà presso un istituto di Galatina nel leccese.

Il finanziamento di 70 milioni di euro per i programmi di innovazione
didattica è volto al miglioramento dell’efficienza del sistema scolastico in un momento in cui una grande parte del corpo docente ed amministrativo insieme ai sindacati si ribella alle riforme della Gelmini; è di sabato scorso la notizia che Guglielmo Epifani, leader della CGIL, ha annunciato uno sciopero generale del comparto scuola.

Intanto recentemente sul sito del ministero dell’Istruzione è stato
pubblicato il bilancio 2008 per l’area istruzione.

«Quando la spesa per il personale ha una tale incidenza sul bilancio
complessivo del Ministero ? ha commentato il Ministro Mariastella Gelmini ? questo significa che la nostra scuola non ha la capacità, se non si interviene strutturalmente, di rinnovarsi e di guardare con serenità al futuro. È un dovere morale verso le nuove generazioni rivedere completamente il sistema scuola in Italia».