Dati personali, l’Italia non è come l’Inghilterra

di Claudio Mastroianni

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Dopo il caso inglese ad assicurarlo è Sogei, società che gestisce l'anagrafe tributaria: i contribuenti italiani non rischiano di vedere i propri dati trafugati

Può succedere in Italia quanto accaduto nel Regno Unito, dove i dati personali di 25 milioni di contribuenti inglesi sono andati perduti? Impossibile, secondo Sogei, la società che si occupa della gestione dell’anagrafe tributaria dei cittadini italiani.

Impossibile infatti che i dati personali dei contribuenti d’Italia possano venire conservati su due dischetti, facilmente smarribili come avvenuto in Inghilterra: «L’80% dello scambio di dati ad altre amministrazioni viaggia diretto per via telematica» ha dichiarato al Sole24Ore l’amministratore delegato della società, Valerio Zappalà.

Un sistema che insomma non si presta a disattenzioni da parte di dirigenti e dipendenti. Ma non solo: a proteggere i dati degli utenti da possibili casualità interviene anche un supercomputer chiamato “Sogei2”, con funzioni di back-up e con la possibilità di fungere da supporto per il disaster recovery.

Una questione di cultura e di legislazione nella gestione dei dati personali, secondo Zappalà, che fa la differenza fra Italia e Regno Unito: «La relativa sicurezza da noi deriva da una serie di controlli incrociati, e dallo stesso modello di gestione basato su protocolli di sicurezza molto accurati».

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