Possono i direttori amministrativi o sanitari di aziende pubbliche arrivati a 6 mesi prima della scadenza dell’incarico e, avendo maturato la pensione anticipata, permanere in servizio per finire il mandato e chiedere la contribuzione a carico iscritto in busta paga?
L’incentivo al posticipo del pensionamento si applica ai lavoratori dipendenti sia nel settore privato sia nel pubblico.
La permanenza in servizio è un altro discorso. L’ultima legge di Bilancio ha allentato le precedenti regole, prevedendo la possibilità per le amministrazioni pubbliche di trattenere in servizio i dipendenti fino a 70 anni anche se hanno raggiunto i limiti ordinamentali, ma non su domanda del dipendente: è il datore di lavoro a dover formulare la richiesta, rispettando una serie di requisiti (nei limiti del 10% delle capacità assunzionali e sulla base di specifici criteri di valutazione del merito).
Ora, se lei intende chiedere il Bonus Maroni / Giorgetti, per i mesi restanti relativi all’incarico, non vedo ostacoli. Il beneficio consiste nella possibilità di rinunciare alla quota di contributi a proprio carico, facendosi riconoscere la somma direttamente in busta paga e, grazie alle novità inserite dalla Legge di Bilancio, senza applicarvi una tassazione. Attenzione però: questa opzione è esercitabile solo nel caso in cui il lavoratore non abbia ancora raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia.
Se lei ricade nelle fattispecie sopra descritte (avendo maturato la pensione anticipata senza però aver raggiunto i limiti ordinamentali, equiparati adesso alla pensione di vecchiaia) può presentare domanda all’INPS utilizzando la procedura dedicata: il bonus decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda se sono già trascorse le finestre mobili previste nei casi in cui la pensione anticipata a cui si rinuncia la prevedeva. Trova tutte le indicazioni operative nella circolare INPS 102/2025.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz