UniCredit, Ghizzoni: no allo scorporo e all?aumento di capitale

di Teresa Barone

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L?AD di UniCredit nega la necessità di una nuova capitalizzazione del gruppo e contraddice il presidente Vita: nessuno scorporo in vista.

L’Amministratore Delegato di UniCredit Federico Ghizzoni dice no all’ipotesi di un aumento di capitale per il gruppo bancario, sottolineando anche come l’eventuale scorporo della banca italiana dalla holding non sia fattibile, almeno nell’immediato futuro, contraddicendo quanto affermato solo poco tempo fa dal presidente Giuseppe Vita.

UniCredit non ha bisogno di ulteriori capitali, soprattutto tenendo conto delle risorse confluite nelle casse della banca attraverso due distinte operazioni: “Siamo a oltre il 10% di core tier1 e tra le banche più capitalizzate d’Europa“. Con queste parole Ghizzoni ha quindi messo in evidenza la solidità patrimoniale vantata dal gruppo, fattore che esclude del tutto la possibilità di richiedere altra liquidità.

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Per quanto concerne la proposta di Vita di scorporare il ramo italiano di UniCredit (operazione che, stando a quanto riferito dallo stesso presidente, richiederebbe un costo economico notevole toccando anche i 400 milioni di euro), l’AD dell’istituto bancario ha chiarito non solo che il tema non è in agenda, ma che qualora si decidesse per renderlo effettivo non ci sarebbero riscontri a livello occupazionale.

È sempre Ghizzoni ad auspicare l´introduzione a breve dell´Unione bancaria Europea, a suo avviso necessaria per abbattere gli spread e il rischio sovrano del Paese. Il top manager del gruppo bancario manifesta, inoltre, un cauto ottimismo per quanto riguarda la crescita dell’economia italiana, prevedendo una ripresa dalla crisi economica non prima del 2014, mentre per il 2013 non sono ipotizzabili miglioramenti anche dal punto di vista del Prodotto Interno Lordo: “Sul 2013 noi di UniCredit siamo meno ottimisti di alcune previsioni che erano anche sui quotidiani di ieri. Per il 2013 UniCredit vede un Pil in calo dello 0,3-0,4%“.