Crisi RCS: stipendi dei manager ridotti del 10%

di Teresa Barone

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Il vertici del Gruppo editoriale RCS annunciano la decisione di ridursi le retribuzioni per far fronte alla crisi del?azienda.

Il Gruppo RCS ha annunciato il piano di tagli che coinvolgerà non solo le testate e le sedi dell’azienda, ma anche il personale attivo e le retribuzioni dei vertici: l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane, come anche il presidente Angelo Provasoli e altri dirigenti hanno reso nota la decisione di ridurre gli stipendi del 10%.

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Una scelta dettata dalla profonda crisi del gruppo editoriale che non esclude i top manager, disposti a ridimensionare la propria busta paga pur di tentare di salvare il salvabile e raggiungere l’obiettivo imposto dall’azienda: risparmiare circa 80 milioni di euro.

Il piano di tagli prevede, infatti, 800 esuberi, di quali 640 in Italia, oltre alla vendita di dieci testate e allo spostamento delle storiche sedi di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport da via Solferino a Crescenzago.

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Se le retribuzioni dei dirigenti subiranno una riduzione del 10%, non è ancora stato specificato quali saranno le divisioni aziendali maggiormente colpite dai licenziamenti, che riguarderanno il personale giornalistico e non. Tutte le criticità del piano sono state messe in evidenza dai rappresentanti sindacali dei dipendenti RCS, che hanno sottolineato i pesanti disagi per i lavoratori a livello europeo.

«I tagli prospettati vanno a sommarsi ai pesanti interventi già attuati negli anni passati, soprattutto in Spagna, dove solo nel 2012 si sono persi circa 350 posti di lavoro, con un evidente pericolo per il mantenimento della qualità dell’offerta editoriale oltre che un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro.»

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