Dieci modi per perdere i dati

di Chiara Basciano

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Gli esperti del settore assicurano: mai disperarsi, tutti ma proprio tutti possono perdere i dati, ma ci sono buone possibilità di recuperarli.

Chi si occupa del recupero dati ha visto veramente tutto, lo conferma l’azienda Kroll Ontrack, esperta del settore, stilando la sua dodicesima classifica annuale dei primi 10 disastri che hanno causato la perdita di dati nel 2014.

Niente panico quindi, perché anche nelle situazioni più disperate il manager disperato potrà con tutta probabilità recuperare importanti documenti che sembrano svaniti nel nulla.

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Al primo posto il cliente polacco secondo cui il portatile si rifiutava di eseguire le sue istruzioni e che per questo l’ha colpito con un pugno, segue la donna islandese inzuppata da una cascata mentre la fotografava, al terzo posto un dipendente Kroll Ontrack ha visto il suo telefono tuffarsi nel gabinetto mentre si abbassava a recuperare la sua valigetta.

Al quarto posto un albergo degli Stati Uniti che ha perso tutti i dati finendo sotto attacco degli hacker, al quinto un server RAID scaraventato in acqua durante un’alluvione nei paesi Balcani e al sesto un tablet ridotto in mille pezzi, miracolosamente recuperato.

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Recuperata anche la pennetta USB masticata da un cane e la macchina fotografica rimasta in ammollo per un’ora, essendo caduta da un traghetto in Norvegia. Al nono e decimo posto un collasso di un vecchio array di archiviazione in via di sostituzione e uno smartphone innaffiato da un pompiere a lavoro. Tutti casi di successo che dimostrano come non disperarsi prima di aver interpellato esperi del settore.

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