Le parole che limitano il successo

di Teresa Barone

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Da un docente della Stanford University alcuni consigli per eliminare dal proprio vocabolario le parole che limitano il successo.

Esiste un legame tra il modo di parlare e il successo che si riesce a ottenere in ambito professionale o privato. La scelta del vocabolario da usare ogni giorno, infatti, sembra essere determinante per potenziare le possibilità di raggiungere un traguardo o conquistare un obiettivo.

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Una teoria sostenuta da  Bernard Roth, docente di ingegneria della Stanford University e direttore accademico dello Stanford’s Hasso Plattner Institute of Design, che nel suo volume “The Achievement Habit” raccoglie una serie di dritte e consigli per avere successo.

Per migliorare al fiducia in sé stessi e superare gli ostacoli che impediscono di esprimere al massimo il proprio potenziale, infatti, è indispensabile apportare alcune modifiche al modo di comportarsi e di esprimersi.

Se è fondamentale impegnarsi al massimo in ogni progetto, costruire la propria resilienza e potenziare la capacità di attutire gli “urti”, così come imparare a ignorare le distrazioni che impediscono di raggiungere gli obiettivi e sforzarsi di imparare dalla propria esperienza e da quella degli altri, è altrettanto importante abbandonare, o meglio sostituire, alcuni precisi termini di cui spesso si abusa.

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Il “ma” deve trasformarsi in “e”, evitando di precludersi strade e opportunità pensando di non farcela, così come il “devo” diventa “voglio”, una verbo che denota entusiasmo, autostima, desiderio di mettersi alla prova e di eccellere.