Proteggersi dal ransomware

di Chiara Basciano

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Uno degli attacchi peggiori del momento, conoscerlo per evitarlo.

Gli attacchi dei cybercriminali si evolvono nel tempo e diventano sempre più sofisticati. Combatterli significa mettere in atto strategie di prevenzione e conoscere il più possibile il proprio nemico. Per esempio è bene sapere che gli attacchi ransomware costituiscono la parte maggiore degli attacchi alla sicurezza digitale.

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Da questa consapevolezza nasce lo studio effettuato da Barracuda, per capire le principali preoccupazione delle aziende e i danni che questi attacchi hanno provocato. Nel dettaglio si è scoperto che ben il 92% degli intervistati (dipendenti di medie imprese europee ed americane) teme attacchi ransomware e il 47% ammette di essere già stato vittima di tali attacchi.

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Ma il 59% non è stato in grado di identificare l’origine dell’attacco mentre il 41% che è stato in grado di farlo riferisce che il 76% degli attacchi è avvenuto attraverso la mail. Da qui si capisce l’importanza di una formazione adeguata di tutti i dipendenti. In particolare Barracuda ha fornito una serie di consigli utili per affrontare questo problema.

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Prima di tutto nessuna azienda deve considerarsi fuori pericolo, le dimensioni infatti non contano, anzi, quelle piccole possono essere più appetibili perché meno sicure. Inoltre le aziende devo adottare un approccio basato su una sicurezza omnicomprensiva, quindi le organizzazioni devono disporre di ATP (Advanced Threat Protection) per tutti i possibili vettori di minacce. Come detto la formazione deve essere il nodo centrale per prevenire i problemi, quindi informare e e controllare devono essere le basi. Infine è importante essere pronti a risolvere la situazione dopo un eventuale attacco, quindi ben vengano backup e piano di ripristino continuamente aggiornati.

Fonte immagine Shutterstock

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