Usare i dati psicografici

di Chiara Basciano

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Capire la mente dei clienti per creare un marketing davvero personalizzato.

Per capire i clienti sono arrivati i Big Data a dare manforte, i brand hanno a disposizione molte informazioni che li riguardano, eppure manca sempre il pezzo più importante: lo loro psicologia. I dati demografici ci dicono tutto delle loro caratteristiche esterne, ma solo quelli psicografici ci aiutano a capirli davvero.

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Purtroppo lo studio dei dati psicografici è molto complesso, richiede un lavoro costante ed approfondito, in cui bisogna mettere insieme i diversi pezzi per tracciare le linee guisa delle personalità dei singoli clienti. Ma i risultati che permette di ottenere sono di altissimo livello. Lo studio della psiche dei clienti può essere classificata in cinque fattori principali. Il primo è l’apertura mentale, seguono la coscienziosità, l’attitudine all’estroversione, l’amicalità e la stabilità emotiva, in inglese etichettati sotto l’acronimo OCEAN (Openness, Conscientiousness, Extraversion, Agreeableness, Neuroticism).

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Esistono poi per ognuna di esse delle sottocategorie che vanno più in profondità, come per esempio, narcisismo, appartenenza, impulsività, stile decisionale. Per dare vita allo studio dei dati psicografici è necessario prima di tutto stabilire cosa si vuole scoprire dei clienti. In secondo luogo va scelta le tecnologia giusta per raccogliere ed elaborare i dati e in terzo luogo di devono studiare in maniera oggettiva per arrivare a conclusioni concrete, capaci di dare via ad un marketing che colpisca nel segno.

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