Flat tax al 15% per Partite IVA fino a 100mila euro

di Barbara Weisz

scritto il

La Lega presenta alla Camera una proposta di legge per ampliare il regime forfettario al 15% alle Partite IVA con redditi fino a 100mila euro: agevolazioni al 5% per le Startup.

Il primo step della Flat tax riguarda le Partite IVA, che potranno applicare il regime forfettario con aliquota al 15%, fino a 100mila euro di reddito annuo. Non è più un elemento di dibattito ma una proposta di legge messa presentata alla Camera. L’annuncio è del capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari:

è stata presentata la nostra proposta di legge sulla Flat Tax che estende il regime minimo/forfettario del 15% per tutte le Partite IVA fino ad un volume d’affari di 100mila.

E’ importante sottolineare che si tratta di una novità fiscale limitata a quelli che un tempo erano i Minimi. Il nuovo meccanismo sostituirebbe quello del regime forfettario attuale, che prevede tetti diversi per ogni categoria professionale e con un massimale di reddito che comunque arriva a 50mila euro.

Si tratterebbe, come adesso, di un regime opzionale: se il lavoratore autonomo preferisce continuare ad applicare la tassazione ordinaria, potrà farlo.

Non si conoscono per il momento i dettagli della misura, per cui non è chiaro in che modo si calcola l’imponibile, se si potranno dedurre le spese o se resterà un sistema simile a quello attuale dei coefficienti per le diverse categorie professionali.

C’è anche una misura specifica per le Startup, che pagano un’aliquota più bassa, al 5%, per tre anni. Nel caso in cui l’imprenditore abbia meno di 35 o più di 55 anni, l’imposta al 5% può essere applicata per cinque anni.

Invece, la Flat Tax per i privati, prevista dal programma di Governo e intesa come Riforma IRPEF – eliminazione degli attuali cinque scaglioni e due aliquote fisse di imposta a 15% e al 20% che prevedono, come spartiacque, la soglia di reddito di 80mila – avrà un’introduzione progressiva nel tempo,

L’introduzione dell’intero piano di riforma fiscale è dunque progressivo. E considerate anche le coperture finanziarie necessarie, si partirà appunto dall’ampliamento del regime agevolato delle Partite IVA.

Tuttavia, par di capire che sia necessario un via libera da parte della Commissione UE, perché le regole comunitarie prevedono che i regimi agevolati possano applicarsi fino a reddito massimi di 65mila euro. In ogni caso, bisogna considerare l’iter parlamentare di approvazione.

In base alle anticipazioni dei giorni scorsi sembrava che l’Esecutivo fosse intenzionato a inserire la misura per le Partite IVA nella Legge di Bilancio (con un tetto di 80mila euro).

Non è chiaro se la proposta leghista alla Camera sostituisce questa ipotesi o se invece sia ancora possibile che il provvedimento confluisca in manovra.