Mediaset contro lo stop del beauty contest, ma senza ricorso

di Teresa Barone

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Il blocco del beauty contest non trova l?approvazione del gruppo Mediaset, che tuttavia nega di aver fatto ricorso al Tar.

La decisione del Governo Monti di bloccare il “beauty contest gratuito non è piaciuta al gruppo Mediaset, che ha espresso parole di critica nei confronti della nuova normativa approvata attraverso un emendamento al decreto fiscale, tanto da far pensare a un possibile ricorso al Tar del Lazio, che tuttavia non ci sarà.

Mediaset, infatti, non presenterà alcun ricorso contro lo stop del beauty contest (la procedura che viene utilizzata per dare risorse economiche a soggetti che sono in grado di utilizzarle meglio di altri dal punto di vista economico-finanziario), a favore di forme di competizione differenti e basate su aste al rialzo. Ad annunciarlo è il Biscione attraverso una nota che sottolinea come il gruppo non abbia presentato alcun ricorso relativo all’emendamento sulle frequenze tv approvato dalla Commissione Finanze della Camera: “Il ricorso di Mediaset è stato depositato al Tar il 13 marzo 2012 e si riferisce al provvedimento ministeriale del 20 gennaio che aveva disposto la sospensione del beauty contest“.

Un fraintendimento che, tuttavia, non cancella le dichiarazioni rilasciate dal presidente Fedele Confalonieri, il quale ha focalizzato l’attenzione sulla diffusione della formula del beauty contest gratuito a livello europeo, sottolineando come la scelta del Governo si sia basata su motivazioni di ordine politico più che tecnico.

Nonostante la disapprovazione da parte di Confalonieri c’è comunque una certa apertura verso la possibilità di partecipare alle future aste sulle frequenze tv: “Parteciperemo? Ancora non possiamo dirlo, vedremo la disciplina dell’asta che farà Agcom. Sulla vicenda c’è stata demagogia, far pagare alle ricche televisioni le frequenze anziché diminuire i redditi dei cittadini con nuove tasse. Siamo proprio sicuri che l’asta produrrà introiti significativi per lo Stato?”.

Nella vicenda è intervenuto anche il vicepresidente esecutivo Pier Silvio Berlusconi, mettendo in evidenza come la nuova normativa – che reintroduce l’assegnazione al miglior offerente a discapito di quello più idoneo – potrebbe effettivamente escludere dall’asta i due colossi televisivi italiani: “Senza Rai e Mediaset l’asta per le frequenze televisive sarà al ribasso”.

Intanto arrivano precisazioni importanti da parte del Ministro Corrado Passera, volte a ribadire come i nuovi vincoli previsti nella norma che elimina il beauty contest non rappresentino, in realtà, alcun veto per la partecipazione alla gara che assegna le frequenze.

Va sottolineato infine, che il beauty contest è aperto a qualunque azienda abbia le caratteristiche richieste dal tipo di concorso e, a differenza di altre gare, non prevede che l’acquirente sia colui che fa un’offerta migliore ma chi risulta più idoneo.