Enel: ok alla riconversione centrale Enel di Porto Tolle

di Teresa Barone

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Via libera alla riqualificazione della centrale Enel di Porto Tolle: piena soddisfazione di Regione e sindacati, ma si attende per il decreto di VIA.

Dopo sette anni di stallo il Consiglio di Stato approva la riconversione della centrale Enel di Porto Tolle, una decisione che trova il consenso sia dei sindacati sia dei lavoratori locali tenendo conto della notevole quantità di posti di lavoro che si andranno a creare, oltre 4 mila. Grande soddisfazione anche per la Regione Veneto, infatti la decisione del Consiglio ha riconosciuto proprio la validità della legge che nel luglio 2011 ha apportato modifiche alle norme istitutive del Parco del Delta del Po.

La centrale Enel di Porto Tolle sarà quindi riattivata, sebbene al momento si attenda il procedimento di VIA da parte del Ministero dell’Ambiente: in seguito alla valutazione di impatto ambientale, infatti, sarà un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico a sancire in via definitiva la conversione da olio a carbone della struttura che, stando alle ultime dichiarazioni ufficiali: “Sarà equipaggiata con un innovativo sistema di cattura e sequestro dell’anidride carbonica, per il quale l’Unione Europea ha già stanziato un contributo di 100 milioni di euro. Una volta completato, l’impianto sarà in grado di abbattere le emissioni di Co2 su uno dei 3 gruppi“.

L’auspicio è che il ministero elabori in tempi brevi il documento di VIA, per consentire la ripresa dell’attività della centrale senza prolungare ancora la lunga attesa durata 7 anni. Per il presidente della Regione Veneto Luca Zaia si tratta di “Una sentenza che premia la nostra decisione di modificare la legislazione regionale per superare i vincoli esistenti e che rilancia così il progetto di riconversione della centrale. Mi auguro che ora anche i più titubanti, per usare un eufemismo, tra quanti, sia politici sia tecnici, ritenevano inadeguata e inefficace l’azione della Regione del Veneto, non solo si ravvedano, ma soprattutto contribuiscano a svolgere un’azione di pungolo nei confronti del Governo e in particolare del Ministero dell’Ambiente, affinché il procedimento di VIA si completi il più presto possibile e l’Enel avvii con sollecitudine i lavori per la realizzazione di un’opera pubblica che rappresenta per il Veneto e per il Polesine in particolare, un’occasione di sviluppo irrinunciabile”.

Pareri positivi arrivano anche dalle principali sigle sindacali, come la Cisl, che attraverso il segretario generale Raffaele Bonanni ha reso nota la sua soddisfazione sottolineando come la riconversione della Centrale rappresenti un progetto di grande rilevanza sia dal punto di vista energetico sia ambientale, portando a un abbattimento pari al 50% delle emissioni. In attesa che il Governo dia il via all’iter autorizzativo, sono gli stessi lavoratori di Porto Tolle a manifestare il pieno consenso verso la decisone del Consiglio di Stato che “Vale 3.800 posti in cantiere e 830 stabili con l’impianto in esercizio“. In una nota inviata al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, tuttavia, il comitato dei lavoratori esorta il dicastero a non tergiversare nell’elaborazione del decreto di VIA: “Abbiamo atteso 7 anni per quello precedente, che i professionisti del ricorso e la burocrazia ci hanno negato. Per arrivare alla nuova e definitiva autorizzazione dell’impianto chiediamo il rispetto dei tempi previsti dalle normative: 180 giorni“.

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