Auto privata usata per lavoro: chi paga i danni?

di Teresa Barone

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La circolare Inail chiarisce alcuni punti fondamentali in tema di risarcimento danni per i dipendenti che usano la propria auto per lavoro.

Per concedere ai dipendenti l’utilizzo delle loro auto personale per finalità lavorative è necessario stipulare una apposita assicurazione, come imposto dal D.P.R. n. 43/1990. In caso di eventi dannosi, infatti, solo una copertura assicurativa stipulata ad hoc garantisce il risarcimento dei danni.

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A tal proposito l’Inail, con la circolare 54/2015, chiarisce alcuni punti fondamentali.

Gli eventuali danni occorsi alla vettura di proprietà del dipendente (autorizzato dalla sua amministrazione) possono essere coperti dall’assicurazione solo relativamente al tempo “necessario all’espletamento del servizio stesso”, purché esista un “nesso di causalità” tra il servizio svolto e l’imprevisto.

L’auto, inoltre, deve essere di proprietà del dipendente o del coniuge (in regime di comunione dei beni), con il quale vi sia un contratto di comodato d’uso. La vettura può anche essere di proprietà di un altro soggetto con grado di parentela non superiore al primo.

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I veicoli, inoltre, possono essere in comproprietà con il coniuge (in regime di separazione dei beni) o con altri membri del nucleo familiare.

 

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