Stili di leadership secondo il modello situazionale

di Rosanna Marchegiani

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Secondo il modello situazionale, elaborato da Hersey e Blanchard, non esiste lo stile di leadership migliore, ma il leader deve adottare uno stile di conduzione diverso a seconda della maturità dei collaboratori

Hersey e Blanchard hanno elaborato negli anni ’70 la teoria della leadership situazionale. Secondo i due autori non esiste uno stile di leadership valido sempre, in tutte le situazioni, bensì esistono dei modelli che sono validi in una determinata situazione. In particolare bisogna tenere conto della maturità dei propri collaboratori.

Quest’ultima può essere intesa in due sensi:

  • la maturità lavorativa, ovvero le capacità tecniche, le conoscenze, l’esperienza acquisita nello svolgere determinati compiti;
  • la maturità psicologica, ovvero la disponibilità, la motivazione a fare qualcosa, la fiducia in se stessi.

Lo stile di leadserhip deve adattarsi alla maturità dei collaboratori. Al variare di quest’ultima deve variare il comportamento direttivo e quello di relazione del leader. Per comportamento direttivo si intende «quello che i leader adottano per organizzare e definire il ruolo dei membri del loro gruppo; spiegare quali attività ciascuno di loro debba svolgere e quando; come e dove essi debbano portare a termine i compiti assegnati; si caratterizza per lo sforzo di stabilire in forma molto rigida dei modelli di organizzazione, dei canali di comunicazione e dei metodi predeterminati per portare a termine un lavoro affidato».

Per comportamento di relazione si intende, invece, «quello che i leader adottano per mantenere dei rapporti personali fra loro e i membri del loro gruppo, aprendo canali di comunicazione, offrendo un sostegno socio-emotivo, gratificazioni psicologiche, e assumendo comportamenti agevolanti».

Secondo il modello in esame si possono avere quattro stili di leadership diversi: ognuno di essi è valido in presenza di una determinata maturità dei collaboratori.

I quattro stili sono:

  1. prescrivere. Se i collaboratori presentano una scarsa maturità, non hanno adeguate competenze, né sono pronti ad assumersi delle responsabilità è necessario che il leader adotti uno stile basato su un alto comportamento direttivo e un basso comportamento di relazione. Il leader definisce i ruoli, stabilisce quali attività devono essere svolte, in che modi, in quali tempi;
  2. vendere. Se i collaboratori presentano una maturità-medio bassa con scarse competenze, ma una disponibilità ad assumersi delle responsabilità e fiducia in se stessi, lo stile di leadership più adatto è quello dato da un alto comportamento direttivo e un alto comportamento di relazione. Il leader definisce i ruoli, le attività da svolgere, i modi e i tempi, ma sostiene i suoi collaboratori cercando di far accettare le scelte adottate;
  3. coinvolgere. Se i collaboratori hanno una maturità medio-alta per cui sono capaci, ma non dispongono di una adeguata fiducia in se stessi, il leader deve scegliere uno stile fondato su un basso comportamento direttivo e un alto comportamento di relazione in modo da spronarli ad utilizzare le proprie capacità
  4. delegare. Se i collaboratori hanno un alto grado di maturità, dispongono delle competenze tecniche, sono disponibili e sicuri di sé, il leader può adottare un comportamento basato su un basso comportamento direttivo e un basso comportamento di relazione limitandosi a definire gli obiettivi e lasciando decidere ai collaboratori come realizzarli.