L’inquinamento in ufficio

di Maria Marcella Izzo

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C'è ma non si vede: l'inquinamento in ufficio. Come difendersi da tutte quelle fonti "tossiche" che minano il benessere sul posto di lavoro

È una delle forme di inquinamento indoor, cioè riguardante i luoghi chiusi, come abitazioni, palestre e appunto uffici. Si tratta di una forma di inquinamento che può rivelarsi molto insidiosa (poiché insospettabile) e che, negli ultimi anni, è ritornata di attualità, tanto da far parlare della cosiddetta “sindrome dell’edificio malato”.

Si tratta di un insieme di fattori che inquinano perlopiù l’aria che si respira in ufficio e che possono determinare una serie di sintomi relativamente lievi, quali mal di testa, debolezza, eruzioni cutanee, asma, allergie, disturbi della vista, difficoltà di concentrazione, ma anche sintomi di una vera e propria intossicazione o sintomi a lungo termine, quali anemie e neoplasie. 

Come difendersi da tutto ciò? Fondamentale è, innanzitutto, assicurare nell’ufficio un ricambio completo di aria almeno ogni tre ore, il che deve avvenire o aprendo le finestre o attraverso apposite apparecchiature che garantiscono il circolo dell’aria; si tratta non solo di immettere grandi quantità di aria, ma anche di depurarla, eliminando gli inquinanti e gli allergeni, tra cui polveri, batteri, formaldeide, monossido di carbonio.

Assicurarsi, innanzitutto, che i controlli nonché la manutenzione di condizionatori e deumidificatori sia accurata e regolare, così come che sia garantita la pulizia di tutte quelle superfici su cui possono annidarsi la polvere e gli allergeni.

Evitare gli accumuli di carta, il fumo, così come un eccessivo tasso di umidità; areare gli ambienti dopo aver usato prodotti specifici per la pulizia. Ma non bisogna dimenticare anche l’inquinamento prodotto dai campi elettromagnetici provenienti dalle apparecchiature e dagli impianti elettrici, dai quali è consigliato tenersi sempre ad una certa distanza.

Per assorbire parte degli inquinanti presenti in ufficio, si consiglia di disporre piante quali il filodendro, il clorofito, la dracena e l’aloe vera. La massima efficacia sarà raggiunta se si posizionerà una pianta di dimensioni medio-grandi per ogni nove metri quadrati di superficie.

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