Selezione del personale e passi falsi

di Teresa Barone

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Quattro errori da evitare per non rischiare di scegliere una risorsa poco qualificata e andare incontro a spiacevole conseguenze.

Competenza, affidabilità, talento, doti comunicative. La valutazione del candidato passa attraverso l’osservazione di una pluralità di aspetti, tuttavia il buon esito del processo di selezione può essere compromesso da una serie di passi falsi spesso compiuti inconsapevolmente.

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Mai assumere amici o parenti. Ecco una delle principali leggi da rispettare e basata su un principio molto semplice: l’esistenza di una relazione stretta con un candidato non fa di lui (o lei) automaticamente la “risorsa ideale” per occupare una posizione in azienda.

Mai confidare solo sulla prima impressione, sforzandosi di ponderare al meglio la propria scelta analizzando tutti i fattori in gioco, e andando oltre una perfetta stretta di mano.

Mai porre domande illecite. Esistono limiti precisi da non oltrepassare, soprattutto quando si parla di rispetto della privacy, un obbligo che impone al recruiter di non indagare sull’età, l’etnia, l’orientamento sessuale o religioso del candidato.

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Mai tralasciare l’obbligo di trasparenza a favore di una politica di assunzione poco chiara. Il candidato ha diritto di informarsi sui dettagli della normativa contrattuale e, soprattutto, lo stesso annuncio di lavoro non deve lasciare adito a fraintendimenti.