Selezione del personale: trend, skills e retribuzioni

di Teresa Barone

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La Salary Guide 2013 di Hays: focus sul mercato del lavoro, sulle skills più appezzate dalle aziende, retribuzioni e strategie di recruting.

Hays ha pubblicato la nuova edizione della Salary Guide, l’indagine annuale che offre una panoramica sull’andamento del mercato del lavoro individuando trend, criticità, prospettive per il futuro ma anche delineando le ultime tendenze in materia di selezione del personale.

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Secondo la ricerca, che ha monitorato le opinioni di 1600 professionisti e di più di 260 responsabili del processo di selezione attivi in ambito nazionale, la maggior parte delle aziende italiane lamenta una eccessiva tassazione dl lavoro, tuttavia quattro imprese su dieci affermano di avviare nuove assunzioni entro la fine dell’anno, soprattutto a vantaggio di figure di middle management e profili tecnici.

Numerose le informazioni relative alle caratteristiche del candidato ideale, che deve possedere alcune soft skills diventate ormai un must have per molte aziende: si parla della motivazione (in cima alla lista delle abilità più apprezzate nel 76,4% dei casi), della capacità di adattamento e della versatilità.

Tre le hard skills, invece, l’indagine Hays ha rivelato l’incremento dell’attenzione verso la conoscenza di una seconda lingua straniera oltre l’inglese: per il 27,6%degli intervistati è fondamentale avere una notevole dimestichezza con il tedesco, mentre il 19,2%  preferisce il francese e il 18,8% lo spagnolo. Molto apprezzate sono anche la lingua cinese, il russo e l’arabo.

In tema di stipendi, invece, il 72,4% delle aziende intervistate ha affermato di aver mantenuto le retribuzioni standard nel corso dell’ultimo anno, mentre tra i manager delle risorse umane cresce la consapevolezza che i benefit rappresentano un incentivo notevole per fidelizzare i migliori talenti.

Qualche accenno anche al contributo offerto dai social network nella selezione del personale: la ricerca mostra come il 54,7% delle aziende preferisca evitare questa tipologia di strumenti virtuali per valutare un candidato, fondamentalmente ritenuti lesivi della privacy. I recruiters che sfruttano le risorse social per tracciare un profilo più completo dei possibili nuovi assunti (o per scovare scheletri nell’armadio), scelgono in primo luogo LinkedIn (94,3%) e in misura minore Facebook (46,7%).

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In ogni caso, l’80,8% delle aziende ha sottolineato di non aver mai “bocciato” una candidatura dopo averne visualizzato il un profilo social.

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