Donne e ICT

di Chiara Basciano

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Il contributo delle donne in ambito tecnologico porterebbe ad un aumento del PIL europeo.

Il comparto tecnologico sta avendo un’incredibile accelerata dal punto di vista occupazionale, tanto che si calcola che nel 2020 ci saranno 900 mila posti di lavoro liberi. Questo divario sarà dovuto ad un progressivo aumento degli strumenti tecnologici non seguito di pari passo dalla formazione.

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Secondo gli studi il contributo delle donne in questa direzione potrebbe essere fondamentale. La loro presenza nel settore porterebbe ad un aumento del PIL europeo di proporzioni incredibili, trattandosi di 9 miliardi in più. Purtroppo però dei 7 milioni di lavoratori nel settore ICT solo il 30% per ora è al femminile e il più delle volte non si tratta di posizioni dirigenziali.

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Valorizzare le loro potenzialità, spingendole ad intraprendere studi di settore sarebbe prezioso per tutti, ma la campagna lanciata dalla Commissione Europea in tale direzione lo scorso anno non ha avuto il seguito sperato. Ad oggi sono solo 29 donne su 1000 a portare a termine gli studi tecnologici intrapresi e la percentuale cala drammaticamente a 4 quando si calcola il numero delle donne che lavorano in settori aventi a che fare con la tecnologia.

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I vantaggi sarebbero anche per le donne stesse, infatti è stato calcolato che le lavoratrici nel comparto ICT guadagnano il 9% in più rispetto ad ambiti di altro tipo, ed hanno un tipo di lavoro più flessibile, quindi più idoneo alla gestione di una famiglia.

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