Selezione del personale e falsi miti

di Teresa Barone

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False teorie che influenzano i responsabili della selezione del personale portando a commettere errori eclatanti.

Assumere un nuovo dipendente è sempre una decisione delicata, qualunque sia la dimensione dell’impresa che avvia le selezioni e indipendentemente dal settore professionale.

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Se i processi di recruiting stanno progressivamente cambiando grazie alle nuove tecnologie e ai canali social, è anche vero che la scelta delle risorse umane da assumere è spesso influenzata da generiche teorie di base che bisognerebbe mettere da parte, falsi miti da abbandonare per essere sicuri di prendere la decisione giusta.

Non bisognerebbe mai valutare la fedeltà al datore di lavoro tenendo conto della “mobilità” che caratterizza il percorso professionale del candidato: uno stereotipo che si basa sulla falsa credenza che cambiare frequentemente datore di lavoro sia indice di poca lealtà.

Spesso si cade nell’errore di ritenere che il colloquio di lavoro faccia a faccia sveli tutto ciò che c’è da sapere su un candidato: talvolta, invece, anche i recruiters più esperti rischiano di farsi influenzare da particolari poco rilevanti.

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Un mito da sfatare è anche la credenza che il candidato ideale per una determinata posizione esista sempre: un modo di pensare che però può portare a scartare risorse molto valide, in attesa di trovarsi davanti il dipendente perfetto.

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