Amici e parenti risorsa per cercare lavoro

di Teresa Barone

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Quali canali si sfruttano per cercare lavoro? Ecco cosa avviene in Italia e le differenze con gli altri Paesi.

Poca fiducia nei centri per l’impiego, molto affidamento nei parenti e nella cerchia di amicizie e conoscenze ritenute ancora fondamentali per cercare e trovare lavoro: questa è la situazione in Italia secondo quanto svelato dai dati Eurostat inerenti il terzo trimestre del 2015.

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Se l’84,3% dei disoccupati nella penisola si è rivolto ad amici e familiari per trovare un impiego, solo il 25,9% ha contattato i centri per l’impiego. In Germania, tuttavia, accade esattamente il contrario come dimostrano le percentuali ribaltate, ma anche nei restanti paesi dell’Unione Europea la quota dei senza lavoro che si sfrutta i canali istituzionali è pari al 46,7%.

Solo in Turchia, stando alle cifre Eurostat, la sfiducia verso i centri per l’impiego è maggiore rispetto all’Italia, mentre è la Grecia a vantare la percentuale più alta di aspiranti lavoratori che chiedono aiuto alle conoscenze (94,5%).

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Autocandidarsi per ottenere un posto di lavoro, invece, è una scelta condivisa dal 69% degli italiani, mentre il 31,9% preferisce rispondere agli annunci pubblicati dalle aziende o inserire inserzioni personalmente.