Ex dipendenti alla riscossa

di Teresa Barone

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Quanti manager riassumerebbero un ex dipendente? E quanti ex collaboratori tornerebbero sui loro passi? Percentuali a confronto.

Riassumere un dipendente che ha lasciato l’azienda è una scelta difficile che, tuttavia, la maggior parte dei datori di lavoro sembrerebbe propenso a compiere: lo rivela un’indagine promossa da Accountemps e condotta su un campione di 300 responsabili delle risorse umane attivi negli USA.

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Il 98% dei manager HR intervistati ha affermato di essere disposto a riaccogliere un ex dipendente.

I vantaggi per l’azienda sarebbero molteplici: meno tempo da investire nella formazione, meno rischi di avere a che fare con una risorsa inadeguata. La ricerca, tuttavia, sottolinea come questo tipo di apertura mostrata dai responsabili delle risorse umane non caratterizzi i lavoratori, tanto che  ammonta al 48% la percentuale complessiva dei dipendenti che riprenderebbe volentieri il suo impiego all’interno di un’azienda per cui ha lavorato in passato.

A cosa è dovuta questa titubanza? Stando ai dati, il 23% degli ex dipendenti che non riprenderebbero il loro posto sono rimasti delusi dalla gestione aziendale, mentre al 14% non è piaciuta la cultura aziendale o le mansioni svolte.

È sempre Accountemps a fornire alcuni suggerimenti alle aziende che non vogliono perdere la possibilità di riassumere i dipendenti più validi a distanza di tempo:

  • ottenere un feedback da parte dei dipendenti che si dimettono, in modo da valutare la loro esperienza;
  • evitare di isolare i lavoratori che stanno per lasciare il loro impiego, valorizzandoli fino all’ultimo giorno di permanenza in azienda;
  • comunicare ai dipendenti la possibilità di riassumerli in azienda;
  • restare in contatto con gli ex dipendenti più validi anche per informarsi sull’acquisizione di nuove competenze ed esperienze che potrebbero essere utili in azienda.