Hr e manager di linea

di Chiara Basciano

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Differenze di visione e di pratiche organizzative: la digitalizzazione impatta sulle risorse umane.

L’impatto digitale riguarda ogni settore e crea un nuovo modo di lavorare. Fa parte di questa trasformazione anche il reparto delle risorse umane. Nel dettaglio Cornerstone OnDemand e IDC hanno condotto uno studio utile ad analizzare la situazione di risorse umane e manager di linea nel panorama europeo.

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Il capovolgimento a cui ha portato il digitale riguarda soprattutto lo sviluppo del lavoro flessibile, se da un lato i dipendenti lo chiedono in dosi sempre maggiori non sempre le aziende si trovano allineate con i loro desideri. Secondo l’indagine sono Regno Unito, Germania, Svizzera e Polonia a registrare il ritardo maggiore in questa direzione. Dati opposti invece per il Nord Europa, in cui il lavoro flessibile riguarda ben l’87% degli intervistati. Inoltre si nota una certa differenza tra professionisti delle HR e manager di linea, i primi più propensi al lavoro flessibile dei secondi.

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La discrepanza è presente anche per quanto riguarda le pratiche di collaborazione, se il 65% dei manager appare coinvolto in esse la percentuale sale all’85% se si parla delle HR. In generale lo studio evidenzia il lavoro di tali pratiche, dimostrando che le aziende con i più alti tassi di crescita hanno anche la maggiore percentuale di pratiche collaborative. Visione diversa anche per quanto riguarda la percezione del lavoro, se per le HR il valore sta soprattutto nel trattenere i nuovi assunti per i manager, invece, è più importante il tempo richiesto per ottenere le necessarie competenze.

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Vincent Belliveau, executive vice president e general manager di Cornerstone OnDemand EMEA, dichiara a riguardo «Un maggiore allineamento tra HR e manager di linea è necessario perché le HR possano compiutamente ridefinire il loro ruolo all’interno delle organizzazioni. Le HR devono prepararsi a navigare in un ambiente che cambia rapidamente – basti pensare alla diffusione del lavoro flessibile – e allo stesso tempo gestire le pressioni esercitate dai dipendenti, che hanno aspettative diverse da quelle dei datori di lavoro. Il successo arriderà a chi riuscirà a mettere le proprie persone nelle condizioni di supportare il business attraverso il cambiamento e la crescita».