Pessima condotta sul lavoro, pro e contro

di Teresa Barone

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Una pessima condotta sul lavoro rappresenta talvolta una spinta motivazionale nei dipendenti.

Non tutti i mali vengono per nuocere. Un detto che si rivela appropriato in ambito lavorativo e in presenza di dipendenti che mostrano una condotta non sempre ligia al dovere.

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Secondo uno studio condotto dalla Johns Hopkins Carey Business School, infatti, alcuni lavoratori sono portati a lavorare di più, e meglio, proprio osservando il comportamento negativo dei colleghi.

I ricercatori sottolineano come questo effetto “motivante” si riveli specialmente nei dipendenti che hanno fatto propria la cultura aziendale e che, di conseguenza, sentono la responsabilità di contrastare un determinato comportamento deviante che rappresenta una minaccia interna all’azienda.

A compiere uno sforzo in più, quindi, sono i lavoratori che si identificano maggiormente con lo stesso datore di lavoro e che scelgono di aumentare la loro produttività per il bene dell’intero gruppo.

Si tratta di un comportamento che, inoltre, porta benefici non solo al singolo dipendente ma anche alla stessa organizzazione.

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Quali benefici possono trarre i manager da questo studio? Lungi da incoraggiare una condotta negativa da parte di alcuni membri del team per stimolare gli altri dipendenti – affermano gli autori – è certamente utile mettere a punto alcune strategie per affrontare una problematica di questo tipo, favorendo la diffusione di una solida cultura aziendale.