I no che aiutano a lavorare meglio

di Teresa Barone

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A cosa bisognerebbe rinunciare per lavorare meglio evitando rischi per la salute: dallo smartphone alla to-do-list?

Quali sono i rischi a cui si va incontro evitando di tracciare confini precisi tra lavoro e vita provata? Dedicarsi all’attività professionale ininterrottamente può danneggiare la salute fisica e mentale, influenzando negativamente il sonno e le relazioni.

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Gran parte della responsabilità di questo disagio ricade sugli smartphone e sulle risorse tecnologiche che consentono di gestire il tempo in modo diverso rispetto al passato, rendendo impossibile staccare la spina seppure consentendo maggiore flessibilità.

Ecco una lista di comportamenti ai quali bisognerebbe rinunciare per favorire un migliore equilibrio lavoro-vita personale.

Smartphone perennemente acceso

Inutile dire che i device mobile di ultima generazione permettono di monitorare costantemente l’attività lavorativa, limitando i benefici del riposo e del tempo libero.

Poche ore di sonno

Rinunciare al sonno limita le possibilità di avere successo, rendendo poco efficienti e impedendo la concentrazione.

Niente pause

Le pause dal lavoro hanno una funzione fondamentale spesso sottovalutata, soprattutto da coloro che possono lavorare da casa: a farne le spese è la capacità di rendere al meglio e garantire un lavoro di qualità.

Usare le classiche to-do-list

Programmare gli impegni e le scadenze in modo preciso, usando un calendario, aiuta a ottimizzare al meglio in tempo a disposizione. Una lista di cose da portare a termine rischia di far svolgere più compiti contemporaneamente, senza individuare le priorità.

Fonte immagine: Shutterstock

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