Laureati in fuga verso il Nord Italia

di Teresa Barone

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Aumenta il numero di laureati che abbandonano il Mezzogiorno per lavorare nelle Regioni del Nord.

Nonostante le cifre che riguardano l’occupazione nelle Regioni del Sud Italia siano segnino un aumento nel corso del 2016, l’ultimo Rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno sottolinea ancora un netto gap con il Nord della penisola.

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La perdita di occupati del Sud legata alla crisi economica è ancora evidente, tanto che ammontano a 622mila i posti di lavoro giovanili andati in fumo complessivamente, con un tasso di occupazione che raggiunge il 28,1% contro il 47,3% del Nord.

Ancora più marcato, sottolinea il report, è il depauperamento di capitale umano meridionale alla luce dei dati che illustrano l’esodo di laureati verso le città settentrionali. Negli ultimi 15 anni, infatti, sono circa 200mila i laureati che hanno scelto di lasciare le Regioni del Sud per trasferirsi al Nord e trovare migliori opportunità di lavoro e sviluppo.

«Secondo la SVIMEZ, che ha elaborato una stima inedita del depauperamento di capitale umano meridionale, considerando il saldo migratorio dell’ultimo quindicennio, una perdita di circa 200 mila laureati meridionali, e moltiplicata questa cifra per il costo medio che serve a sostenere un percorso di istruzione elevata, la perdita netta in termini finanziari del Sud ammonterebbe a circa 30 miliardi, trasferiti alle regioni del Centro Nord e in piccola parte all’estero. Quasi 2 punti di PIL Nazionale. E si tratta di una cifra al ribasso, che non considera altri effetti economici negativi indotti.»

Fonte immagine: Shutterstock

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