Stipendi top manager, nelle aziende quotate salgono

di Andrea Barbieri Carones

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La Borsa scende e i compensi dei top manager di (alcune) aziende quotate sembrano salire: nel 2011 toccato il tetto di 263 milioini di euro totali.

Mentre nel 2011 i titoli di Piazza Affari sono andati al ribasso e mentre i dividendi sono passati da 18 a 13 miliardi di euro, stipendi e bonus dei manager delle principali aziende industriali quotate in Borsa non è andato così male, segnando addirittura un cospicuo aumento.

Del resto i dati mostrano che gli emolumenti che sono finiti nelle tasche dei manager, secondo quanto prescrive la legge che obbliga le società quotate a fornire informazioni su come e quanto vengono pagati i dirigenti, sono complessivamente passati dai 210 del 2010 a 263 milioni di euro del 2011.

Interessante anche la graduatoria relativa ai supermanager alla guida di grandi aziende italiane: in testa c’è Cesare Geronzi, che fino a un anno fa era alla guida di assicurazioni Generali e che ha percepito 17,5 milioni di euro tra retribuzione fissa e variabile superando quindi l’ex leader Alessandro Profuno di Unicredit, che con i 40 milioni di liquidazione aveva sbaragliato la concorrenza.

Più in basso, ecco Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo, entrambi in area Fiat: il primo – presidente del gruppo Fiat-Chrysler – ha percepito un totale di 14,4 milioni di euro mentre il secondo, alla guida della Ferrari, ha incassato 5,5 milioni di euro.

La lista dei top manager, in realtà, è ancora provvisoria visto che sono ancora molte le società quotate che devono pubblicare il bilancio o la relazione sui compensi del 2011. In classifica, ci sono comunque anche Fausto Marchionni, che come ex CEO di Fonsai ha guadagnato 10 milioni tondi tondi, quasi 2 in più del presidente Pirelli Marco Tronchetti Provera.

Liquidazione milionaria anche per Pier Francesco Guarguaglini, che dopo un decennio ha lasciatola guida di Finmeccanica con un assegno da 4 milioni cui se n’è aggiunto un altro da 1,5 milioni vincolato al patto di non concorrenza fino a fine 2012.