Aziende bocciano “Search in search” di Google

di Noemi Ricci

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Sotto accusa il nuovo sistema di Google, Search in search: non aumenterebbe le visite ai siti delle imprese nei motori, ma dirotterebbe gli utenti verso annunci pubblicitari AdSense

Per rispondere alla crescente esigenza di ricerche mirate da parte degli utenti nel mercato delle sponsorizzazioni web, recentemente Google ha attivato una nuova funzione di searching online chiamata Search in search. Il nuovo servizio, tuttavia, non ha incontrato il favore delle imprese che normalmente di affidano al noto motore di ricerca per accrescere la propria visibilità in Rete.

Search in search ha sollevato dubbi e polemiche tra numerose società ed editori, tra cui anche New York Times, Best Buy, Wikipedia e Wal-Mart.

La controversia nasce dal fatto che tale sistema consentirebbe di effettuare ricerche senza entrare realmente nei vari portali, a discapito dei siti delle società promotrici di servizi e prodotti: l’attenzione degli utenti verrebbe poi distolta anche dai numerosi annunci a pagamento di AdSense, dirottando potenziali clienti verso portali concorrenti.

Lanciando infatti una normale ricerca con Google relativamente ad un marchio conosciuto, con i risultati viene visualizzato anche un campo che permette agli utenti di effettuare ricerche ristrette al sito Web specifico.

Il servizio per ora è attivo solo per un numero limitato di siti, ma le aziende si sono dimostrate scettiche rispetto al futuro utilizzo della nuova funzione offerta da Mountain View. Alcune si sono dette pronte a sperimentarne nella pratica l’efficacia, molte altre invece hanno chiesto espressamente a Google di rimuovere il servizio per i risultati che le riguardano.

Sostenendone tuttavia l’utilità, Google ha quindi dichiarato di non escludere che in futuro il servizio possa subire delle modifiche