E-commerce, modelli di business da rinnovare

di Alessandro Vinciarelli

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L'e-commerce nazionale stenta a partire, non più frenato dalla scarsa familiarità con i pagamenti elettronici ma dalla mancanza di fiducia verso prodotti e interlocutori

L’utilizzo di internet è ormai diffuso per tutte le fasce d’età e professioni. Ogni mese moltissimi navigatori, il 62%, esaminano con cura le pagine dei siti di commercio elettronico ma solamente una piccola parte, circa il 10%, acquista online.
La motivazione ricade principalmente sulla mancanza di fiducia verso il modello relazionale instaurato con tale business.

Questo, almeno, secondo quanto emerso dallo studio “Digital Payment” sul comportamento degli utenti nei confronti degli acquisti web.
Soprattutto in Italia, infatti, Internet è una stupenda base di conoscenza e comunicazione e i forum rappresentano ormai luoghi riconosciuti di scambio di opinioni e informazioni.

Tuttavia, il passo fino all’acquisto consolidato in Rete è ancora lungo: proprio il difficile rapporto con l’interlocutore e
la scarsa fiducia nel mezzo sono le motivazioni dello scarso uso dell’e-commerce.

Gli studi dimostrano che non è più il metodo di pagamento che frena le vendite, ma la mancanza di fidelizzazione da parte dei navigatori.

Oggi il consumatore medio è in grado di gestire il denaro in rete ed è in grado di capire se l’acquisto è conforme alle regole e perciò sicuro. Al contrario, ancora non è avvenuto quel boom dell’e-commerce tale da spazzare via dubbi e paure nei confronti dei prodotti e delle aziende che li commercializzano in Rete.

L’errore, forse, sta nel non mettere a disposizione, assieme al sito di shopping online, uno spazio virtuale di discussione nel quale gli utenti possano scambiare pareri e opinioni sui prodotti, prima e dopo la fase di acquisto.

Molti siti di successo stranieri basano infatti il proprio business sulle positive opinioni degli utenti espresse via Web. In Italia, invece, vi è ancora scarsa consapevolezza sugli strumenti opportuni di comunicazione, che si traducono spesso in clienti più disponibili a spendere su Internet.