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Viral Marketing e Pmi: killer app da replicare

di Alessia Valentini

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Le Pmi che vendono direttamente al pubblico prodotti tecnologici, possono sfruttare il marketing virale per divulgare, promuovere e conquistare il mercato!

Le tecniche di marketing devono diventare pervasive quando la posta in gioco è il successo delle vendite: lo sanno bene le Pmi che, con poche risorse economiche, devono riuscire a ottimizzare al massimo l’investimento in strategie di comunicazione promozionale. Il Viral Marketing può essere la risposta giusta, perchè consente una diffusione esponenziale del messaggio pubblicitario sfruttando il passaparola volontario tra gli utenti.

La migliore applicazione è un’idea originale (trasmessa su supporto digitale e quindi facilmente divulgabile) che incarni il desiderio di condivisione e utilizzo da parte di chiunque la riceva.

Se queste condizioni sono soddisfatte, allora l’oggetto della campagna promozionale si diffonderà come un virus, contagiando l’utenza e diventando – nella migliore delle ipotesi – addirittura un fenomeno di costume!

“Come si riesce ad ottenere un simile plauso? Molti sostengono che “la formula estetica” del Marketing Virale risiede in tre ambiti: sex, pets and absurd! In pratica, i contenuti più diffusi digitalmente riguardano temi stravaganti, insolenti, a volte cinici, politicamente scorretti, con riferimenti sessuali più o meno espliciti o basati su tabù. Oppure, al contrario, sono caratterizzati da buonismi e sentimentalismo, veicolati da immagini che ispirano tenerezza (mici e cuccioli di vario genere).

Insomma, per veicolare con successo un messaggio promozionale si deve seguire la saggezza popolare e “unire l’utile al dilettevole“: la parte dilettevole consentirà al messaggio una diffusione estesa, rendendo la parte utile (i prodotti che si desidera promuovere sul mercato) una fonte di guadagno.

Di diverso avviso sono Mirko Pallera e Alex Giordano, professionisti e docenti di Marketing Innovativo presso l’Accademia di Comunicazione di Milano, secondo cui il segreto della viralità non risiede solo nel trattamento estetico-creativo ma anche nel saper cogliere i contenuti reali del messaggio, studiando anche le motivazioni effettive che spingono le persone al passaparola reale o digitale.

La proposta commerciale può essere:

  1. diretta: il contenuto digitale riguarda esattamente il prodotto oggetto di pubblicità, e solitamente questa modalità è di maggiore successo;
  2. indiretta: il messaggio veicola un contenuto digitale completamente staccato dal prodotto e i riferimenti commerciali appaiono a fine contenuto, con informazioni e link.

Le killer application del Marketing Virale sono dunque prodotti innovativi, tecnologicamente avanzati, cool, desiderabili perché bizzarri o perché irrinunciabili perchè fanno tendenza, originale e in grado di diventare oggetto di culto.

Le Pmi che producono prodotti hi-tech hanno dunque grandi possibilità di successo. Per questo, vi segnaliamo alcuni prodotti a cui ispirarsi poichè, per la loro natura, sono diventati oggetto del desiderio – con ottimi riscontri di vendite – grazie anche alle efficaci strategie di promozione virale.

VIMAGE

Omnia Virtual Mirror, specchio digitale che restituisce un’immagine della persona a 360 gradi. Dietro la superficie riflettente, una telecamera cattura i movimenti del soggetto che si specchia e le ripropone da ogni angolazione per riprodurle contemporaneamente da ogni angolazione.
Utilizzato nei negozi di abbigliamento, ha fatto furore a SMAU 2009 dove è stato presentato. Il prodotto ha un successo virale perché tecnologicamente avanzato ma ergonomico, facilmente fruibile ed espressione di una sensazione di accresciuto benessere derivante dalla semplificazione della vita di chi lo usa.

Airdraw.maxi, dispositivo di riproduzione olografica che consente di visualizzare e interagire con contenuti tridimensionali realistici e personalizzabili (simil monitor di Minority Report…!). Può essere utilizzato come strumento pubblicitario, illustrativo, didattico e di intrattenimento.

Next.carpet, pavimento interattivo basato su tecnologia touchless che permette esperienze interattive quali giochi o visite guidate su ambienti virtuali. Stimolato dal contatto dell’utente, risponde con effetti visivi e sonori di forte impatto emotivo grazie all ‘ alta qualità 3D. Altri prodotti dello stesso tipo sono Next.board (tavolo interattivo) e next.screen (parete interattiva). L ‘ unione dei tre prodotti forma invece il next.space che si configura come un’intera stanza interattiva e virtuale.

Sudcomputer

Bamboo, tavoletta che permette di dipingere in digitale in diverse tecniche (olio, gesso, tempera…) con una penna che gestisce i tratti personalizzandoli con diversi stili e colori. Ovviamente ne esiste anche la versione business per gli appunti digitali nelle riunioni formali.

GATTI Srl

Docupen, penna scanner che scansiona un foglio A4 in 4 secondi senza essere collegata al pc. Permette scansioni sia per singole linee di testo sia per immagini e grafici, monocromatiche o a colori fino a 400dpi e include il software OCR. La capacità di memorizzazione arriva a 200 fogli.

Artemidis Srl

Narcyso, specchio per provare occhiali, gioielli, borse e altri accessori restituendo l’effetto finale in 3D e in tempo reale. Consiste in uno schermo che permette di scegliere un prodotto e lo sovrappone all’immagine digitale del cliente, come se lo stesse davvero indossando!

Ognuno dei prodotti descritti è diffusamente commentato, linkato, descritto e citato in Rete e nei blog dei cultori della tecnologia, che sono spesso i precursori delle mode, delle tendenze di massa e ovviamente capostipiti naturali delle epidemie di Viral Marketing!

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