Guida al personal branding su Facebook

di Redazione PMI.it

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Non solo LinkedIn: scopriamo, con questa guida al personal branding su Facebook, come sfruttare professionalmente la piattaforma social di Zuckerberg.

Spesso tendiamo a considerare LinkedIn come unica piattaforma social adatto al personal branding, ma anche Facebook presta benissimo per offrire ai follower un assaggio della propria storia professionale: può essere di grande aiuto per gli imprenditori che vogliono raccontarsi al pubblico sfruttando il potere di Facebook quale strumento di personal branding. Tra l’altro, oggi più che mai, le persone tendono a concludere affari con professionisti di cui si fidano e a studiare il potenziale cliente cercherà informazioni su di lui sui Social Media. È dunque conveniente iniziare a curare il proprio personal branding su Facebook fin da subito. Ecco come.

Costruire (e difendere) la reputazione social

La reputazione su Facebook (e sugli altri Social Media) si costruisce sulla base delle informazioni condivise sul profilo e delle persone associate. In secondo luogo, anche informazioni e recensioni condivise dagli altri utenti avranno un gran peso. Questo secondo aspetto è spesso difficile da controllare, ma si possono adottare delle misure per far sì che il proprio personal brand su Facebook non vada incontro ad eventuali danneggiamenti causati da contenuti generati da terzi.

Il proprietario del profilo o della pagina, infatti, ha a disposizione moltissime impostazioni sulla privacy che gli permettono di decidere quali contenuti generati da altri utenti possono essere collegati al profilo in questione, sfruttando il controllo dei tag. Ovviamente, questo purtroppo non protegge l’account al 100%: il contenuto pubblicato da terzi resterà comunque sul profilo che lo ha originariamente pubblicato.

Personal branding su Facebook: le sezioni da curare

Ogni profilo Facebook ha molte aree di contenuto per condividere informazioni personali e professionali, ma non tutte vengono condivise allo stesso modo con gli utenti Facebook. Esistono però delle informazioni account che tutti, compresi gli utenti che non seguono il profilo, possono visualizzare:

  1. nome
  2. URL personalizzato
  3. immagine del profilo
  4. immagine di copertina

Sono dunque queste le informazioni che vanno personalizzate per prime. Un profilo completo e dettagliato è infatti il primo passo per fare personal branding su Facebook in modo corretto.

Per quanto concerne il nome, è quasi superfluo dire che andrebbe utilizzato il proprio nome e cognome reale; Facebook mette inoltre a disposizione dei suoi utenti l’aggiunta del soprannome. Se lo scopo del profilo è quello di utilizzarlo per fare personal branding su Facebook, in questa sezione potrebbe essere utile aggiungere il nome della propria azienda o, nel caso dei liberi professionisti, il settore di riferimento. Non è comunque obbligatorio utilizzare la sezione legata al soprannome.

Se l’obiettivo della presenza su Facebook è curare la propria immagine professionale, anche l’immagine del profilo dovrà essere altrettanto professionale. Facebook consente poi di modificare l’URL del profilo, che va ottimizzato inserendo il proprio nome e cognome. Il quarto e ultimo elemento è la copertina: si tratta dell’elemento che ha maggiore visibilità sui profili Facebook. Questa sezione si può sfruttare per mostrare qualcosa della propria attività agli utenti: la propria sede, il proprio ufficio, l’intero team di lavoro.

Altre sezioni che vanno assolutamente compilate sono la sezione relativa alle esperienze lavorative e quella dedicata agli altri profili social.

Oltre il profilo: l’interazione

Ma, per fare personal branding su Facebook, non basta curare il proprio profilo: bisogna interagire, condividere contenuti, partecipare alle conversazioni. È necessario essere costanti e condividere argomenti di valore che, ovviamente, devono avere rigorosamente a che fare col proprio settore di competenza. È bene poi partecipare ai gruppi con tematiche relative al proprio ambito, commentare i post, interagire con chi visita il profilo lasciando like e commenti. Non si può infatti pensare di fare personal branding su Facebook se manca l’interazione con gli altri utenti.


di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera