Marketing 2.0: aggiornarsi per non soccombere!

di Stefano Besana

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Dell’importanza del web 2.0 nei contesti aziendali attuali abbiamo discusso – in questa stessa sede – diverse volte in passato.
Inutile ripetere quanto l’informazione sui nuovi processi giochi un ruolo fondamentale nel mantenimento della propria realtà  aziendale.

Sappiamo che rimanere esclusi dalle logiche attuali – non aggiornandosi e informandosi – rischia di compromettere non solo il presente ma anche, e soprattutto, il futuro della nostra azienda.

Esistono interessanti e importanti ripercussioni del Web 2.0 in contesti di marketing aziendali che meritano di essere presi in seria considerazione da chiunque voglia conoscere i cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo della rete.

La pubblicità  effettuata attraverso semplici banner non è più così efficace come un tempo: nascono nuove strategie.

Si parla di SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing): dove le classifiche dei motori di ricerca divengono quasi più importanti dei titoli di borsa.

Si parla di buzz marketing e viral marketing, contesti nei quali l’opinione singola dell’utente è in grado di cambiare l’idea che si ha di un prodotto.
Il nuovo marketing si basa sul passaparola che si instaura in rete, sulla diffusione di video virali tramite Youtube, sui commenti dei blogger.

Le inserzioni tradizionali cedono il passo a nuove forme di comunicazione.
Si parla di “tassonomia” e di folksonomy, di classificazione dei contenuti attraverso sistemi di tagging (etichette), si parla di questo e molto altro.

Pensare di poter rispondere alle nuove esigenze con vecchi sistemi è sicuramente errato e anche pericoloso, si rischia in questo modo di non riuscire a veder concretizzati i propri obiettivi e non riuscire ad ottenere i risultati che ci si prefiggono.

Come fare dunque?

Come abbiamo detto più volte in casi come questi, l’informazione gioca un ruolo fondamentale.
Anche questa volta, rivolgersi a dei seri professionisti, laddove ce ne fosse la possibilità , resta sicuramente l’opzione più valida. Stando decisamente attenti a valutare quanto queste novità  si possano conciliare con le nostre politiche e le nostre finanza.

L’ampliamento della propria conoscenza in materia, resta sicuramente un valido punto di partenza.

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