Aziende: conservazione archivi con impronta digitale

di Alessandro Vinciarelli

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Da oggi le aziende potranno comunicare all'Agenzia delle Entrate l'impronta dei documenti informatici. Addio alla conservazione cartacea

Importante passo avanti nel lungo iter verso la dematerializzazione in uffici, aziende e amministrazioni: la nuova direttiva dell’Agenzia delle Entrate consente di conservare i documenti obbligatori nell’archivio informatico comunicando al Fisco la sola marca digitale.

I documenti in formato elettronico, per i quali è previsto l’obbligo di conservazione ai fini tributari, potranno fare a meno della copia fisica: basta l’invio telematico dell’impronta digitale.

La comunicazione all’Agenzia delle Entrate potrà avvenire utilizzando i canali di Entratel o Fisconline e dovrà contenere, oltre all’impronta, i dati identificativi del proprietario e dei documenti stessi.

Nello specifico occorrerà indicare i dati identificativi dell’interessato e del responsabile della conservazione, l’elenco dei documenti cui si riferisce l’impronta, l’indicazione del luogo in cui è conservata l’evidenza informatica da cui è stata generata l’impronta, la marca temporale apposta all’archivio.

Tale comunicazione potrà essere inviata, per i documenti relativi al 2010, entro gennaio 2012.

In questo modo diventa pienamente operativo quanto disposto dal dm 23 gennaio 2004, relativo alla riproduzione su supporti diversi dei documenti validi ai fini retributivi, che consentiva alle aziende di distruggere la copia cartacea qualora fosse disponibile una copia digitale provvista di impronta.

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