Imprese edili coinvolte nella Riforma del Catasto

di Francesca Vinciarelli

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La Riforma del Catasto e la definizione del Catasto algoritmico rischiano di penalizzare le imprese edili alimentando la sfiducia nel mattone: le richieste di Confedilizia al Governo.

La Riforma del Catasto prevede la definizione di un Catasto algoritmico reddituale ed anche patrimoniale e in quest’ottica sarebbe fondamentale assicurare ai risparmiatori rimedi giurisdizionali di congruità relativamente alle rendite, per non penalizzare il settore del mattone e le imprese edili. Questa la posizione dichiarata da Confedilizia, che chiede un confronto in merito con il Governo, anche a fronte del fatto che un Catasto algoritmico porta con sé inevitabilmente un margine di errore del 30%. L’algoritmo così come è stato studiato sarebbe inoltre impugnabile solo per vizi di legittimità e non per quanto attiene alla congruità. => Approfondisci la Riforma del CatastoBisognerebbe quindi renderlo impugnabile in entrambi i casi, nel rispetto dei principi costituzionali del giusto processo. Differentemente continuare sulla strada attualmente delineata significherebbe rafforzare la sfiducia nel mattone, rendendo difficile per le imprese del settore dell’edilizia uscire dalla crisi. Secondo Confedilizia l’attuale impostazione della Riforma del Catasto va ad agevolare l’alta finanza facendo emergere nelle preferenze di investimento degli italiani i prodotti finanziari al posto di quelli nel mattone. Quello che chiede Confedilizia è di poter intervenire nel merito dell’algoritmo e della determinazione delle rendite catastali per poter garantire una migliore ed adeguata tutela del contribuente, salvaguardandone il diritto ad avere un rimedio giurisdizionale nel merito, oltre ad evitare un eccesso di contenziosi.